Il viaggio

Dom, 15/04/2018 - 16:40

Il treno era arrivato alla frontiera, Bardonecchia e poi Modane, controllo passaporti. Voleva, sinceramente tornare indietro, lo sguardo della mamma, il bacio e papà che lo aveva accompagnato alla stazione. Era la prima volta che partiva da solo, un viaggio così lungo. Una notte per arrivare a Roma e poi da Roma per Parigi, era troppo! Sentiva la mancanza del padre, sì, voleva scendere da quel treno e prendere un altro per tornare a casa! Il doganiere si avvicinò, chiese il passaporto e così il treno ripartì e la nostalgia si affievolì, con lo sferragliare delle ruote sui binari. Senza accorgersi, chiuse gli occhi e si addormentò. Sognava la mamma sorridente, una fermata del treno lo svegliò, si era fermato a Digion. Diede uno sguardo dal finestrino, quanta differenza rispetto all'Italia, tutte le scritte in francese, gare de Digion. Quanto era ormai lontano da casa! La sua camera, condivisa con il fratello, le discussioni per spegnere la luce, per dormire, e ora era tutto lontano, senza significato. Il treno correva, aveva tante vetture, con un po' di timore, si alzò, fece scorrere la porta dello scompartimento, uscì e iniziò a percorre il corridoio, vettura dopo vettura. I viaggiatori dormivano, le porte degli scompartimenti letto erano tutte chiuse. Le vetture di prima classe, veramente i sedili, o meglio i divani erano tappezzate di velluto, e da ogni lato tre posti. Tornò a sedersi nel suo posto di seconda classe. Il treno, ora, rallentava albeggiava. Vide dal finestrino che si trovavano su un ponte di un grande fiume, la Senna! Alle otto puntuale il treno si fermò nella stazione, gare de Lyon. La stazione dove arrivavano i treni dall'Italia. L'Italia, tanto lontana, e la sua casa di fronte al mare Ionio. Si era in luglio, la sabbia bruciava sotto i piedi, prima di arrivare a fare il tuffo nelle chiare acque ristoratrici! Ma qui era un altra cosa, qui ora era a Parigi, quasi non ci credeva, Parigi! L aveva vista in qualche film, o nelle fotografie dei giornali, era la città sognata da tutti, ma era troppo iniziare ad allontanarsi da solo da casa e andare a Parigi! Pensava agli emigranti, che partivano per l America, otto giorni di nave e poi sbarcavano cercando lavoro e fortuna! Certo quella volta non poteva immaginare che sarebbe ritornato ancora, alcuni anni dopo, anche con l automobile di famiglia, fiat 1100, insieme alla mamma e al fratello! Quella prima volta, nei primi anni cinquanta, Parigi era meravigliosa, forse perché c'era un lontano sentore della fine della guerra, tutto era in ordine di ripresa, e c'era tanta gentilezza, il s il vous plait abbondava. Restò ammagliato dai monumenti della città, la tour d Eiffel, l’Arc de Triomphe, la Senna e la metrò. Il museo del Louvre, le Palais Royal ecc. Non ci credeva: il ragazzetto di provincia a Parigi, provincia, sperduta nel lontano sud dell'Italia, ma c'erano i treni, e oggi, non ci sono più! Quanto lo soddisfaceva scrivere e ricordare, anche se la bellezza di allora erano i suoi diciotto anni!

Autore: 
Brown Jo
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