Informativa del ROS rivelerebbe i rapporti tra Falcomatà e la cosca Libri

Ven, 07/09/2018 - 11:20

«Mi ha chiamato Falcomatà e mi ha detto se voglio la “Luna Ribelle”». Stando a un’informativa del ROS dei Carabinieri, inserita nel fascicolo dell’inchiesta Teorema, sarebbe questa la frase che testimonia i rapporti che il primo cittadino della Città Metropolitana di Reggio Calabria avrebbe intessuto in questi anni con la cosca Libri.
Il particolare è stato rivelato da un articolo de “Il Fatto Quotidiano”, in cui viene spiegato che Serafina Libri, figlia del defunto boss Pasquale, avrebbe voluto rilevare il locale ubicato al lido comunale di Reggio Calabria. “Campi solo con le cabine. Sono 15mila euro al mese” si dice in una conversazione intercettata, che non permetterà tuttavia all’affare di andare a buon fine.
Secondo quanto riportato dal “Fatto Quotidiano”, in un'informativa del Raggruppamento Operativo Speciale vi sarebbe anche un capitolo relativo ai rapporti ancora “sussistenti tra la cosca Libri e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà” tramite proprio Serafina Libri e il marito Demetrio Nicolò, che avrebbe ricoperto un ruolo chiave nel tentativo di acquisizione del locale. «Vai a trovare Peppe (Falcomatà) - dice la Libri al marito, - e ci dici che è una cosa che ci interessa e ci fa sapere se si deve essere puliti... in modo che possiamo mandare avanti qualche cristiano».
Agli atti vi sarebbe anche un'interlocuzione tra Falcomatà e Nicolò, subito dopo l'elezione a sindaco, avvenuta nell'ottobre 2014 in cui lo stesso Falcomatà si sarebbe fatto carico di risolvere il problema illuminazione alla Pineta Zerbi, dove la Libri gestiva una gelateria, ma stando a quanto emerge, comunque, il sindaco non sarebbe indagato per queste vicende.

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