Infrastrutture: il 2019 sarà l’anno della svolta?

Dom, 27/01/2019 - 16:00

Per sperare in un futuro migliore la Calabria deve ripartire dalle infrastrutture.
È questo, in buona sostanza, il concetto espresso dal recente incontro organizzato da Confindustria a Reggio Calabria alla presenza del presidente nazionale Vincenzo Boccia. Ha posto l’accento in maniera particolarmente sentita su questo argomento Giuseppe Nucera, che con il suo discorso introduttivo ha toccato argomenti da sempre sensibili per l’Area Metropolitana e ha cercato di fare il punto della situazione. «Ci manca la viabilità ordinaria - ha tuonato il presidente di Consinfidustria Reggio Calabria durante il proprio intervento. - Abbiamo molte aziende nella Piana di Gioia Tauro e altrettanti bellissimi paesi nel versante ionico. Ebbene questi territori sono scollegati tra loro. C’è il progetto di una strada cominciata molti anni fa e mai finanziata: la Bovalino Bagnara, che deve tornare a essere una delle priorità, così come la Strada Statale 106 va ripresa e riportata all’attenzione di chi deve dare i finanziamenti». È questo il modo ideale, ha dunque concluso Nucera, per attirare investimenti e dare alla nostra regione, e al reggino in particolare, nuove opportunità di sviluppo, che possano così farci risollevare dalla crisi economica accorciando al contempo le distanze con il resto del Paese.
Che le sue non siano solo parole, Nucera ha già avuto modo di dimostrarlo negli scorsi mesi. È stato infatti proprio lui a consegnare il dossier sulla Bovalino-Bagnara al Ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli, un incartamento nel quale si ripercorre tutta la storia del progetto, viene segnalata nel dettaglio la divisione in lotti e si specifica anche che cosa è stato realizzato fino ad oggi, cosa è da recuperare e sistemare e cosa invece deve essere fatto a partire da zero. L’augurio è che con questa documentazione il Ministero impedisca che i 13 milioni già spesi per la realizzazione dei primi lotti in tempi ormai remoti non risultino sprecati e che, soprattutto, i restanti 12 milioni non vadano persi. Abbiamo già detto su queste pagine quale sarebbe l’importanza di questa arteria, che permetterebbe di avere una parallela alla Jonio-Tirreno in grado di ridurre i tempi di percorrenza anche di diverse decine di minuti, garantendo inoltre a diversi paesi dell’Aspromonte locrideo di avere una via d’accesso preferenziale alla costa tirrenica come al resto del comprensorio. Costa tirrenica reggina che è ovviamente sinonimo di porto di Gioia Tauro, un altra infrastruttura sulla quale si deve riprendere a investire affinché possa uscire dal tunnel della bassa produttività imboccato ormai troppo tempo fa.
«La Calabria ha il più grande porto commerciale d’Europa - ha affermato sempre Nucera in un passaggio del proprio discorso - ma questo porto va collegato, messo in rete. C’è una buona notizia: tra qualche mese prenderà avvio il trasporto ferroviario che permetterà il collegamento del porto con la Lombardia in 24 ore».
Complice anche una pubblicità negativa, ha sottolineato il presidente di Confindustria, il porto soffre oggi di numeri assolutamente non in linea con la grandezza e i mezzi a disposizione della struttura, venendo troppo frettolosamente additato come scalo della ‘ndrangheta senza tenere invece di conto quale dovrebbe essere la sua importanza strategica all’interno del Mediterraneo. Questo ruolo smarrito per responsabilità di politiche poco oculate nella valorizzazione dello scalo commerciale, sembra invece oggi destinato a essere ritrovato grazie all’impegno dell’assessore regionale ai trasporti Roberto Musmanno, che ha intercettato i fondi necessari non solo a implementare la viabilità interna allo scalo, ma anche i percorsi su strada ferrata che permetterebbero all’infrastruttura di avere un collegamento preferenziale con la costa adriatica.
Proprio la necessità di realizzare quest’opera, tuttavia, starebbe creando non poche polemiche. Per garantire il passaggio dei moderni convogli merci, infatti, la galleria di Roseto Capo Spulico va ampliata, un lavoro rognoso, che richiederà un intervento di diversi mesi obbligando una viabilità ferroviaria a singhiozzo e creando diversi disagi per i pendolari. Nella Calabria delle lettorine diesel, l’ennesimo intoppo alla mobilità ordinaria per chi si deve muovere in treno viene facilmente additato come l’ultimo di un’infinita serie di disservizi ed è destinato a rappresentare la più classica delle gocce che fanno traboccare il vaso di una pazienza fino ad oggi parsa davvero senza fondo. Ma è pur vero che si tratta di un intervento tanto malvisto quanto necessario, propedeutico non solo alla messa in rete del porto di Gioia Tauro con gli scali di Brindisi e Taranto, ma in grado soprattutto di dare un’accelerata al rodaggio della sempre aleatoria Zona Economica Speciale. Collegamenti più rapidi verso l’est e il nord, uniti a un regime fiscale certamente accattivante, potrebbero infatti fare gola agli investitori che intendono scegliere un mercato in via di sviluppo rispetto a quello ormai saturo offerto dalla Pianura Padana, tanto più che, garantisce Musmanno, l’ampliamento della galleria di Roseto Capo Spulico rappresenterà soltanto la prima pietra posata sull’implementazione dell’intera linea ferroviaria ionica.
Con i lavori di elettrificazione già avviati dalla Regione Calabria, infatti, ci sarebbe il via libera per l’investimento di 400 milioni necessari a realizzare la linea ad alta velocità della costa ionica, per la quale sarebbe già al vaglio uno studio di fattibilità. Il sogno della Regione Calabria, sul quale il Governo ha per il momento posto il veto, sarebbe quello di realizzare un doppio tracciato, uno destinato al trasporto merci e uno a quello passeggeri: un’opera certamente complessa e per realizzare la quale sarebbe indispensabile effettuare un attenta analisi delle difficoltà legate alla conformazione territoriale e ai vincoli paesaggistici, ma certamente in grado di creare decine e decine di posti di lavoro e di far guardare con fiducia al futuro a un comprensorio troppo spesso dimenticato. Del resto, come ha giustamente affermato Nucera durante il proprio intervento, dobbiamo rimboccarci le maniche e imparare a fare le cose in prima persona se vogliamo far crescere il nostro territorio.
Come se fosse davvero necessario ricordare una volta di più che chi fa da sé fa per tre…

Autore: 
Jacopo Giuca
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