L’ennesimo colpo alla democrazia calabrese

Dom, 05/05/2019 - 13:00

Era una calda notte di Luglio. Un sindaco veniva arrestato all’alba, sotto gli occhi terrorizzati della famiglia. Ammanettato, filmato e trasportato come un trofeo per il paese.
Non è successo nell’Italia fascista e neanche nel Cile di Pinochet.
È successo in Calabria meno di un anno fa quando Walter Scerbo, sindaco di Palizzi, è stato arrestato.
Qualche giorno dopo il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria annullava l’arresto perché ha ritenuto l’impianto accusatorio assolutamente infondato e fino a questo momento Walter Scerbo ha collezionato ben cinque assoluzioni “perché il fatto non sussiste”!
Questi i fatti!
E in una Repubblica democratica qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa al sindaco e alla comunità di Palizzi. Perdono alla famiglia dell’interessato e soprattutto ai suoi due bambini ancora in tenerissima età!
Altra cosa è la riconferma di Scerbo alla carica di sindaco. Questo spetta solo e soltanto ai cittadini del suo Paese.
Ma non avranno l’opportunità di farlo nonostante a Palizzi si sarebbe dovuto votare il 26 maggio e nonostante le liste fossero state già presentate.
Non si voterà!
Il consiglio comunale in scadenza è stato sciolto per “mafia”!
Il Consiglio dei Ministri riunito per discutere un solo punto all’ordine del giorno “varie ed eventuali” è stato diviso su tutto, paralizzato dalla finta rissa tra Lega e “5 Stelle”, eppure ha trovato un solo momento di unità: sciogliere il consiglio comunale di Palizzi. Colpire ancora la fragile democrazia calabrese. L’ha fatto nonostante l’annullamento dell’arresto del sindaco da parte del Tribunale della Libertà, nonostante ben cinque assoluzioni.
Il sindaco “Scerbo” esce umiliato e punito per una “colpa” che nessun tribunale ha mai stabilito!
Il prefetto di Reggio Calabria grande sterminatore di consigli comunali “collusi” invece è stato promosso. Si occuperà della tutela dei diritti civili. Quegli stessi diritti che vengono calpestati ogni qualvolta si scioglie un consiglio comunale regolarmente eletto.
Comprendano i cittadini di Palizzi che in discussione non c’è solo il destino del loro paese e la necessità di togliersi di dosso l’infamante accusa di aver eletto amministratori collusi.
In Calabria ben altra è la battaglia: si compatte per la Democrazia, la Libertà e la Costituzione.
Si combatte per non essere colonia.
In quest’ottica, una sconfitta di oggi si può e si deve trasformare in una vittoria di domani!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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