L’immigrazione salva le scuole dei piccoli centri

Lun, 17/10/2016 - 12:55

Alla faccia di chi crede che le scuole dei piccoli comuni siano uno spreco di denaro pubblico, ecco che le ultime statistiche ci rivelano come gli edifici scolastici siano indispensabili anche per i centri abitati meno popolosi. Il motivo? L’immigrazione, che sta permettendo a diversi centri italiani (e soprattutto calabresi, campani e toscani) di far sopravvivere le proprie scuole senza compiere salti mortali. Non solo, la sopravvivenza di queste piccole scuole ha consentito l’avvio di un vero e proprio progetto nazionale che, dal 2008 a oggi ha consentito di fronteggiare con successo lo svuotamento demografico degli antichi borghi. Nella nostra regione, ad esempio, dopo l’inserimento dei giovani stranieri che vogliono imparare la lingua, si lascia spazio a chi vuole continuare gli studi con la scuola superiore. In questi istituti in particolare, in 8 anni oltre 1.000 giovani extracomunitari, provenienti soprattutto da Kurdistan, Egitto e Ameica Latina sono entrati nelle scuole dei nostri centri più piccoli, mantenendoli attivi in barba all’indice di natalità in picchiata. Attraverso un accordo con il Ministero dell’Istruzione e la Regione, sono stati individuati i comuni calabresi con maggiori difficoltà a mantenere le scuole aperte, creando al contempo una razionalizzazione nella distribuzione degli indirizzi di studio a seconda delle esigenze riscontrate.

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