La flessibilità del patto di stabilità

Sab, 24/01/2015 - 15:58

La Commissione europea, il 13 gennaio 2015, ha diramato la notizia che chiude un'epoca e apre un'altra, del riconoscimento che dalla “flessibilità” del patto di stabilità e crescita scaturisce la creazione del “Fondo Europeo per la Strategia degli Investimenti “ (EFSI).
La decisione della Commissione è stata diffusa , e a ragione, anche dal Presidente del Partito Socialista Europeo Sergei Stanishev, che, parlando a Strasburgo, ha sottolineato che “abbiamo finalmente cominciato a vedere un vero cambiamento proveniente dalla Commissione, e tutti dobbiamo accoglierlo  perché questo è un chiaro segno che l'influenza della nostra famiglia politica è in crescita , il merito principale di questo risultato dovrebbe essere dato al Commissario Moscovici che l'ha avviato e agli altri commissari della nostra famiglia che hanno reso possibile tutto questo e hanno assicurato un enorme passo in avanti. Il Fondo Europeo per la Strategia degli Investimenti sarà un vero e proprio strumento per rilanciare la crescita, stimolare gli investimenti e guidare l'Europa fuori dalla crisi. L'Unione europea potrà finalmente tornare al suo ruolo di guida dell'economia reale europea. Questa interpretazione più precisa del Patto di stabilità e di crescita dà agli Stati membri più opportunità per gli investimenti nella creazione di posti di lavoro e per la crescita economica . È positivo per testimoniare che l'Europa ha iniziato a eliminare i tabù conservatori e si sta muovendo verso un percorso più graduale, a vantaggio di tutti i cittadini”. La battaglia per conseguire questo risultato epocale è  iniziata nel Congresso del Partito Socialista Europeo del 1° Marzo 2014 a Roma ,  nel quale è stato lanciato il manifesto programmatico verso una nuova Europa, articolato in dieci progetti per le elezioni del Parlamento europeo del 25 maggio 2014. Questo programma ruota attorno alla formula “Unione Politica ed economica”. I punti programmatici che si richiamano al principio di flessibilità sono: la ripartenza dell'economia e la necessità di porre il settore finanziario al servizio dei cittadini e dell'economia reale enunciati sotto il titolo un'Unione che progredisce. Questi due punti programmatici richiamano la flessibilità del patto di stabilità e di crescita per incrementare gli investimenti per la crescita e l'occupazione attraverso il “Fondo Europeo per la Strategia degli Investimenti”, che la politica del rigore o dell'austerità imposta dalla cancelliera Angela Merkel e da i suoi alleati nel precedente quinquennio (2009-2014) aveva affossato le economie degli Stati membri dell'Europa mediterranea (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo,Cipro e Malta) , che sono rimasti fuori dalla crescita e dall'occupazione soprattutto giovanile. Adesso la decisione della Commissione, sotto l'impulso del Partito Socialista Europeo con la creazione del “Fondo Europeo per la Strategia degli Investimenti” (EFSI) , viene a colmare una profonda lacuna, dando agli Stati membri più opportunità per gli investimenti nella creazione di posti di lavoro e per la crescita economica. È da sottolineare che il Premier italiano Matteo Renzi aveva più volte invocato nel corso del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea l'adozione da parte della Commissione presieduta da Jean Claude Junker di una linea di politica economica fondata sul principio di flessibilità per passare dalla politica del rigore  a quella della crescita e dell'occupazione . A questo riguardo il negoziato sull'interpretazione del principio di flessibilità  ha dato i risultati sperati che sono stati resi pubblici proprio lo scorso 13 gennaio alla scadenza del semestre di presidenza italiana. Ora, con la creazione del “Fondo Europeo per la Strategia degli Investimenti” (EFSI), l'Italia potrà sforare il tetto del 3% del Trattato di Maastricht e, nonostante l'alto debito pubblico pari al 135 % , potrà disporre di risorse da impegnare nella politica per la crescita e l'occupazione e realizzare le riforme per le quali si è impegnata . Si tratta, quindi,  di avere finalmente la possibilità di implementare quella politica per la crescita e l'occupazione che il nostro Paese attendeva .
Fiorenzo Grollino, Consulente UE

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