La lezione indelebile di Totò Delfino

Dom, 11/11/2018 - 12:20

A zafrata, opera in argilla fiorentina con cui il Maestro Domenico Carteri di Ferruzzano ha contribuito alla riuscita della prima edizione del Premio Giornalistico Letterario “Antonio Delfino” organizzato dall’Associazione Santa Pulinara di Platì e consegnata al giornalista Ilario Ammendolia il 5 novembre 2018, nell’ex Cinema Loreto di Platì.
MOTIVAZIONI
La scelta del Professor Ilario Ammendolia tra una rosa ristretta di candidati, quale vincitore del primo Premio Antonio Delfino, non è stata influenzata dalle sue pubblicazioni o dallo stile letterario dello stesso. Abbiamo scelto di premiarlo, perché nei suoi scritti, nei suoi articoli pungenti e senza filtri Ilario Ammendolia ricorda molto da vicino il temperamento e la passione che animava Totò Delfino. Siamo andati a rileggere diversi articoli pubblicati nelle varie testate giornalistiche, comprese quelle on-line, dove la sua libertà di pensiero e di penna ci ha favorevolmente convinti della integrità morale e del grande senso di appartenenza alla nostra Terra di Calabria. Ci ha colpito uno dei più recenti pubblicato su Riviera, in cui il professore scriveva: “La legalità è un valore, solo se illuminata dalla Costituzione, intesa come Patto Sociale vincolante per tutti, altrimenti diventa una camicia di forza da fare indossare ai più deboli per renderli inoffensivi e servi”. Ammendolia con garbo giornalistico, solleva il lenzuolo per mostrarci che il Re è nudo, e lo fa per denunciare le vittime di Giustizia, battendosi per una Calabria secondo Costituzione, ergendosi a difensore dei deboli come ha fatto il compianto Totò Delfino. Totò non è morto, non si muore mai completamente.

LE DICHIARAZIONI DI ILARIO AMMENDOLIA

Qualsiasi riconoscimento fa piacere e tuttavia la consegna del premio “Totò Delfino” uomo, scrittore e giornalista graffiante e dissacrante rappresenta, ai miei occhi, qualcosa di particolarmente gratificante.
Innanzitutto perché ricorda Totò, una persona che ho conosciuto in anni lontani quando fummo eletti entrambi consiglieri provinciali su opposti schieramenti da cui i relativi incontri e scontri in consiglio. Di Lui ricordo in particolare la voce sofferente, commossa e sincera la sera in cui mi telefonò per farmi gli auguri in occasione della mia elezione a sindaco nel 2007 sussurrandomi una frase che è rimasta scolpita nella mia memoria. Lo ringrazio , ancora una volta, ora per allora.
Poi perché mi è stato consegnato a Platì uno dei paesi che mi è particolarmente caro perché porta con se l’odore, il dolore, il sapore, le voci, le speranze, le piaghe, la cultura dell’Aspromonte. E non mi è assolutamente indifferente il fatto che gli organizzatori del premio siano persone belle, libere e disinteressate come i giovani di Platì, riuniti nell’associazione “Santa Pulinara” e che hanno dimostrato quanto intelligenza e creatività giace sotto la coltre della diffamazione generalizzata. Mi è sembrato di cogliere queste idee nella sala e nelle relazioni di Mimmo Gangemi, Paride Leporace, di Mario Nirta e degli altri presenti e intervenuti.
Infine quello conferitomi non è un premio alla mia persona (non ce ne sarebbe ragione alcuna) ma a una battaglia garantista, meridionalista e libertaria che stiamo combattendo.
Una battaglia minoritaria, difficile, rischiosa ma indispensabile e che non si vince se non recuperando il nostro pensiero autentico e ribelle sepolto dai massi del conformismo, del vuoto legalitarismo e della “antimafia” come alibi.
Dal secondo dopoguerra, mai come oggi la libertà è a rischio e non per i patetici militanti di “Casa Pound”. Semmai il subdolo strumento repressivo sarà la “rete” del “Grande Fratello” per come profetizzato da George Orwell nel suo “1984”.
Noi calabresi abbiamo un pensiero robusto alle spalle vergato da migliaia di mani di grandi intellettuali, di miseri poeti, di sconosciuti cantastorie. Un “Tesoro” costituito dalle gemme della Libertà, dell’oro della Fierezza, del gioiello della Dignità. Un patrimonio immenso ancora sepolto nelle viscere della Calabria.
Non lasciamolo marcire!
Scaviamo anche con le mani, e nonostante i rischi, riportiamolo alla luce. Ne abbiamo bisogno noi, ne ha bisogno la Calabria, l’Italia e l’Umanità.
Considero questo premio un incoraggiamento per quanti questa difficilissima battaglia vogliono combattere e vincere.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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