La libertà non indietreggia di fronte agli squilibri

Dom, 16/06/2019 - 13:00

I lettori attenti osservano quello che c'è sulla stampa e pure quello che manca. Soprattutto ciò che è strumentale: un parlamentare reggino non ha neppure abbozzato un contraddittorio (politico) con la Prefettura nella fase più fitta degli scioglimenti di consigli comunali nella provincia, ma ha condiviso pienamente le dichiarazioni del Procuratore Bombardieri (e un lettore attento sui Social lo ha sottolineato) che ha rilevato “da un lato, la necessità di apprestare tutela all'onestà della stragrande maggioranza dei calabresi e, dall'altro, quella di rivedere profondamente gli istituti dello scioglimento dei comuni e delle interdittive antimafia”. I calabresi non mafiosi sono ben più dei tre quarti della popolazione e non quanti ne azzarda una Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia. Tuttavia, quanto di mafia c'è conta eccome, pesa, e devasta assai. Purtroppo, incontri ancora cittadini e rappresentanti del popolo che consumano tutta la loro dignità… “la mafia, se esiste…” non si dice. Violenza e patrimoni illegali ne certificano l'esistenza, ahimè, con discreta continuità. Non esistono scusanti, abbiamo il diritto di dire che vogliamo essere figli “educati” dello Stato, magari non di questo Stato, ma il momento critico della magistratura nazionale, il Parlamento praticamente cancellato, un Governo che ci racconta le favole non debbono farci abbassare l'asticella. La libertà si invoca, si pratica, non indietreggia di fronte agli squilibri, ai disservizi, ai poteri criminali. Il sistema democratico si migliora e si difende. Si parte dai comuni. Aiutano le gestioni commissariali nei comuni? Tutt'al più si risolvono in una “sospensione” degli effetti delle infiltrazioni che sono state ravvisate, in una riduzione dei cittadini che si vogliono fare carico di amministrare i comuni, in un aumento del discredito della realtà interessata. I risultati sono evidentemente, poi, il metro di una gestione ordinaria quanto di una straordinaria. Chi può negare che sugli scioglimenti dei comuni la sinistra è spesso apparsa compiaciuta, funzionale, tartufesca? I sindaci della Locride (gli organismi, intendiamo) pavidi? Che un’operazione culturale dedicata a contrastare con i mezzi giusti la mafia non si vede? Nessuno deve augurarsi l'assenza dello Stato; contestarne, però, le misure sbagliate non è vietato. Un governo, quand'anche non si siano vinte le elezioni, esiste perché si sono messe insieme delle forze che hanno formato una maggioranza. Se le cose vanno male - e vanno male - si prende atto, e non si tralasciano le critiche, si tenta di scuotere le coscienze, si fanno battaglie, mantenendo un tratto comune, quando a un governo ne subentra un altro e le questioni non trovano soluzioni. Mai bisogna essere approfittatori sopra il tessuto lacerato della nostra regione. Facciamo per un solo minuto mente locale: gli ultimi due Ministri dell'Interno, Minniti e Salvini, come si sono posti rispetto allo scioglimento dei Comuni?

Autore: 
Franco Crinò
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