La miss e la cozza

Sab, 20/07/2013 - 17:47
Estate nella Locride: Roccella e Siderno

A soli undici chilometri di distanza due fusi orari differenti. Roccella e Siderno: nell'estate della Locride c'è chi vince nettamente e chi perde malamente. La città delle Grazie sembra illuminata d'altra luce, i locali sono pieni, le strade pulite, l'orizzonte meno basso.
Il sindaco Certomà in questi anni ha fatto bene le veci del condottiero Sisinio Zito, rispettando al millimetro l'inflessibile direttiva: prudenza, che in gergo municipale significa impeccabile gestione amministrativa. Ovvero, poca passione, poca occupazione privata, attrazione di capitale pubblico. Rigorosamente pubblico. Roccella, con la sua sindrome della ciclabile, macina centimetri e avanza, garantendosi con puntualità svizzera, cartoline e bandiere blu e staccando di anni luce i paesi prossimi. Quest'ultimi invece, appassionati e colmi di ebbrezza, credono di andare veloci, ma non vanno da nessuna parte. Roccella la previdente, nella sostanza, continua a godere di piccole gioie estive stando lontana da quella politica d'indirizzo. Il progetto, il miraggio non è il suo forte. La gestione basta e avanza, regolare. E a conti fatti sale, in progressione, e vince: nella Locride non ce n'è per nessuno. È lei la miss, la padrona dell'estate. C'è in questa città una fierezza naturale. Ed è inutile attendere la mezza estate per consacrarla regina in modo ufficiale.
Il porto nei weekend sembra l'October Fest. In centinaia affollano la banchina; si stappano birre; si consumano chilometri di pizze; si parlano dieci lingue. E il meglio deve ancora arrivare: tra 25 giorni è tempo di Jazz.
L'eco del Festival quest'anno non raggiungerà certamente Siderno, né quei suoi abitanti incantati, come vecchi giradischi, nell'inflazionato refrain: “Il lungomare più bello dello Jonio”. Sta cadendo a pezzi, martoriato da una sorta di demenza senile che confonde spesso passato e presente, Natale con Ferragosto. I titolari delle attività (tranne per quanto riguarda il Kalahari e gli organizzatori del Summer night che forse resusciteranno Siderno dal 20 luglio) sul  lungomare che fu sembrano quegli assicuratori che fanno a gara per accaparrarsi le polizze dei propri familiari. I nastri biancorossi piazzati lungo i suoi due chilometri sembrano segnaletiche bosniache contro mine antiuomo e cacca di cane. Prevale il brutto, le baracche annunciano come corvi la grande sagra settembrina.  Salsiccia e cipolla, poco altro nella capitale dell'inverno. E a peggiorare  le cose l'impero dei commissari. Si nascondono nei fondali del municipio, poi, cavillosi, essenzialmente burocratici, recintano l'allevamento. Dediti all’ordinaria amministrazione mentre dovrebbero governare. Indolenti arrancano a pieno regime e rimpiccioliscono Siderno. Cozze, cozze, cozze neppure un sarago.

Autore: 
Carmelo Carabetta
Rubrica: 

Notizie correlate