La riscoperta del vernacolo attraversa i “Senteri” di Martino Ricupero

Dom, 16/06/2019 - 18:00

Ha deliziato platee di estimatori per anni, ha più di 5mila seguaci su Facebook ed è stato persino premiato in due differenti edizioni del Giomo Trichilo, ma il poeta sidernese Martino Ricupero sta pubblicando solo oggi la sua prima raccolta di poesie in vernacolo.
Il volume, che contiene scritti che ci fanno riflettere sulle nostre radici e ci invitano a recuperarle per vivere al meglio il momento presente, è il frutto di una passione che Ricupero coltiva fin dagli anni del Liceo, quando gli studi classici e un virtuoso confronto con il padre Giuseppe, a cui è dedicata la raccolta, gli hanno trasmesso la passione per la poesia e l’amore per la campagna. È questa la genesi remota di “Senteri”, un libro che gode della prefazione di Ugo Mollica e che, realizzato dalla Grafiche Spataro, viene dato alle stampe con il patrocinio dell’Archeoclub Italia Onlus, associazione culturale di cui Ricupero è socio.
«I sentieri che danno il titolo alla raccolta - ci racconta Martino - sono pianeggianti o di montagna, sabbiosi o ghiaiosi, si possono attraversare con le scarpe da trekking o con le infradito, esattamente come i multiformi viali della nostra splendida Calabria. Ma i sentieri a cui faccio riferimento con il titolo della mia raccolta sono anche, e soprattutto, i molteplici percorsi che si attraversano nelle diverse fasi della vita: quei sentieri soleggiati e confortanti della giovinezza, cui si succedono quelli ripidi e tortuosi dell’età adulta, sconfortanti da attraversare eppure in grado di offrirci viste meravigliose una volta che avremo raggiunto i nostri obiettivi arrivando infine in cima alla montagna; ma anche quelli in discesa, ma non per questo meno ricchi di insidie, dell’età matura, che devono essere affrontati a cuor leggero ma comunque con la massima attenzione per fare sì che non ci riservino sorprese e ci facciano divenire un modello per chi verrà dopo di noi».
E quale migliore forma espressiva per raccontare tutto questo se non il dialetto calabrese?
Un linguaggio in cui Martino si è specializzato negli anni e che, attraverso la sua opera poetica, cerca con forza di recuperare: «Ripenso con rabbia a quei maestri che per anni ci hanno imposto di dimenticare il dialetto. Il vernacolo rappresenta uno dei pochi pilastri che ancora oggi reggono la nostra comunità e, se lo dimentichiamo, che cos’altro ci rimane? È l’architrave delle nostre radici storiche, ciò che più di ogni altra cosa caratterizza soprattutto un territorio come il nostro, che viene quotidianamente vilipeso e denigrato. Per narrare, dunque, come diceva Battisti, “le discese ardite e le risalite” della nostra splendida realtà e della nostra complicata vita, è stato naturale utilizzare il nostro meraviglioso vernacolo, tratto distintivo della nostra terra ma anche fonte singolare di riflessione».
La raccolta di Ricupero, ricca di quella sensibilità e di quella nostalgia che la rendono unica, sarà presentata mercoledì 19 giugno, alle ore 19, presso lo spazio culturale “MAG. La Ladra di Libri” di Siderno.
Un’occasione unica per entrare a contatto non solo con l’opera, ma anche con il suo eclettico autore.

Autore: 
Jacopo Giuca
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