La Roccisano come Giovanna D'Arco

Dom, 06/11/2016 - 09:56

Brancicava, in evidente disagio, frenetica come il disegno di una mosca che taglia avida l'aria di una stanza. Questa la Federica del fuori onda che con ogni probabilità servirà a qualcuno per salire sulla cresta dell'onda. Perchè la figuraccia che si è deciso di far fare all'assessora regionale, scomodando Report, è frutto senz'altro di una carognata giornalistica, di quell'ormai imperante e stomachevole scoop, ergo sum ma è anche l'affresco a tinte fosche e grottesche di un'imboscata della politica. Un boomerang destinato a tornare utile a chi l'ha lanciato.
Avrebbe dovuto avvertire il puzzo della tresca la nostra Federica, trepidante su quella poltrona foderata di ingenuità. Per chi fa politica è indispensabile essere in grado di captare le vibrazioni della balordaggine. Perchè oggi la politica è come quei disegni proposti dagli psicologi della Gestalt, in cui certe macchie inducono a tracciare con l'immaginazione la figura finale. Qualche volta, però, le linee assenti sono le più importanti.
È indispensabile allenarsi costantemente per affinare il fiuto e indovinare chiromanticamente le scivolate nefaste e le salite propizie. La scivolata imbarazzante della Roccisano è senza dubbio una salita propizia per qualcun altro e non può che indurci a una costatazione amara: oggi la politica è diventata un terribile gioco di sostituzioni. Per qualche tempo si è posta l'attenzione al gioco, oggi solo alle sostituzioni. Il palo piantato in mezzo all'arena della politica rimane sempre lo stesso, nonostante le leggere differenze di messa a fuoco. Quel che unicamente cambia è il condannato legato al palo.
Questa volta è toccata a Federica, finita sul rogo proprio come Giovanna D'Arco: con in testa un berretto d'asino.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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