La salute dei cittadini nell’era dei commissari: Cetola, Cotticelli e Meloni!

Dom, 17/03/2019 - 11:40

Attribuire la responsabilità del fallimento della sanità calabrese esclusivamente ai commissariamenti sarebbe ingiusto e omissivo. Le cause vanno certamente ricercate anche nel sistema di potere da sempre imperante nella sanità della nostra regione; tutto ciò non deve impedirci di fare un’analisi onesta e senza sconti sugli ultimi 10 anni di gestione straordinaria, nell’ambito della quale se il “marcio” ha continuato a espandersi è segno tangibile che i commissari si siano quantomeno distratti.
Era il lontano 2008 infatti, quando, dopo due anni di accesso antimafia, iniziò la gestione dell’ASP-RC con la guida del Generale Cetola. Oggi, dopo molti anni di commissariamento dell'intera sanità calabrese (dall’era Scura alla nuova era Cotticelli), il governo centrale ripropone una misura eccezionale per l'azienda sanitaria reggina e ancora una volta a causa di infiltrazioni mafiose.
Anche se in questa occasione da un punto di vista democratico (non essendo le aziende ospedaliere enti elettivi) la ferita inferta dal “provvedimento” risulti meno grave dei consueti scioglimenti comunali, facendo così assumere minore rilevanza alla notizia stessa, il fallimento dei commissari governativi che hanno gestito la sanità durante questi anni può ritenersi invece argomento più che sufficiente a tenere vivo l’interesse generale sulla vicenda.
Fatta questa premessa, oggi sarebbe opportuno chiedersi: quali misure il Governo e la Regione Calabria dovrebbero adottare per evitare che la semplice nomina di altri tre commissari si traduca, come probabilmente accadrà anche in questa occasione, in un altro fallimento per la nostra sanità e senza che nessuno debba rispondere delle proprie responsabilità? Su questi aspetti la politica dovrebbe interrogarsi, impostare e sviluppare la propria azione con determinazione e coraggio.
Nel frattempo chiediamo al Ministro Giulia Grillo se, a parte la strampalata proposta degli "ospedali da campo" e le ispezioni a sorpresa, voglia condurre delle azioni concrete al fine di riequilibrare i livelli assistenziali sanitari fra le varie regioni d'Italia (anche in rispetto dei basilari principi costituzionali); attuando un vero risanamento ed una ricostruzione tramite lo sblocco in via straordinaria di procedure farraginose che spesso costituiscono ostacoli insormontabili alla programmazione edilizia e per la dotazione strumentale, attraverso la certificazione definitiva di una contabilità della quale nessuno conosce le cifre esatte e soprattutto affidando la gestione reale delle nostre strutture ospedaliere ad esperti e manager specializzati nel settore della sanità, evitando la consueta e sin qui dannosa sfilata di  Generali e/o Prefetti in pensione.
Attendiamo ormai da decenni la presenza di uno Stato Centrale più efficiente, in grado di offrire una vera soluzione per un “Sud” che quotidianamente dimostra di non potercela fare da solo; uno Stato che sino ad oggi ci ha abituato esclusivamente ad azioni repressive e oppressive.
Siamo altresì convinti che licenziare la partita per il riscatto del mezzogiorno esclusivamente con il combinato disposto “annullamento democratico” e “trionfo burocratico” sia al contempo la via più dannosa per i cittadini ma la meno spinosa per chi ci governa e così la “Politica” che in tutti questi anni non ha potuto (o voluto?) mettere ordine, paradossalmente, può tirare un sospiro di sollievo perché lo scioglimento per mafia può essere usato come foglia di fico: se tutto va male, la colpa è della ndrangheta!

Autore: 
Pierpaolo Zavettieri
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