La sanità nella Locride, peggio di ieri ma meglio di domani

Dom, 28/10/2018 - 11:40

Come sta l’ospedale di Locri? Come sta la sanità nella Locride (e in Calabria)?
Peggio di ieri ma meglio di domani e man mano che si avvicina la secessione delle Regioni ricche a cui il governo si appresta a concedere la sedicente “autonomia” (per come previsto del referendum del 22 ottobre dello scorso anno) si starà sempre peggio. Intanto perché ci saranno molto meno fondi e inoltre perché la Regione Calabria, qualunque sarà il colore del prossimo governo regionale, e chiunque il futuro commissario alla sanità non può essere in grado di camminare con le proprie gambe. (A meno che non intervenga Gesù col Suo “alzati e cammina”)!
Infine - ma non per importanza - perché nessuno in Calabria è (o è stato) in grado di tagliare i privilegi, gli sprechi e le clientele che regnano sovrani nella sanità calabrese.
La spesa sanitaria pro capite per ogni cittadino calabrese è alta ma il servizio che si riceve è pessimo e non ci vuole Sherlock Holmes per capire che esiste un’oscura fuoriuscita di guadagni e profitti che la “legge” ignora mentre la “politica” fa finta di non accorgersi. E non è un caso! Ci sono tragedie del passato che dimostrano che chiunque tocchi i fili della sanità pubblica rischia o muore (e non nel senso metaforico) Quindi nessuno si avvicina ai “fili dell’alta tensione, lasciando che la sanità vada verso un deciso e disastroso abbassamento di livello fino al punto di farci rimpiangere il passato.
Se l’ammalato senza cure è la sicura vittima ci sarà pure un “carnefice”. La legge dovrebbe tutelare l’ammalato ma invece finisce con il tutelare il “carnefice” di cui nessuno vuole leggere le impronte digitali che lascia sulla sua strada. Perché il suo volto è perbenista ed è certa la sua appartenenza alla “classe dirigente”. Portatore di voti, amico di quanti contano, protetto e ammanigliato, sicuro della impunità è di fatto un intoccabile.
Fa paura!
Eppure il diritto alla salute e alla vita (fintanto che possibile) prima che solennemente sancito dalla Costituzione è un diritto naturale. Negare tale diritto è illegale, immorale, inumano, incostituzionale e rappresenta una oggettiva rottura del “patto sociale”.
E nella Locride (e in Calabria) il “patto sociale” è rotto!
Quindi non può esistere un’autentica “legalità”.
Sono un moderato che crede nella “Legge” solo quando la si fa rispettare, molto prima che a Platì o a San Luca, negli ospedali e nei luoghi in cui si esercita il potere vero.
Se a quel livello si è incapaci, diventa perfettamente inutile fare ammoino per nascondere la verità.
In questi mesi si sta mettendo in discussione l’Unità dell’Italia e l’Idea stessa di Patria che non è solo l’alzarsi in piedi quando suona l’Inno nazionale e mettersi la mano sul petto bensì sentirsi “uguali” in quanto figli di una stessa Terra e della stessa Storia.
Si sta certificando l’ulteriore colonizzazione del Sud!
Lo stato comatoso della Calabria!
Scendere in piazza? Certo!
Ma non sventolando un foglio di carta (pur scritto con le migliori intenzioni) ma che oggettivamente non può avere successo perché se da un lato non si tagliano gli sprechi e i privilegi e dall’altro si sta per concedere l’autonomia alle Regioni del Nord e si accettano i tagli lineari, non ci vuole la zingara per capire che per ogni “concessione” che otterremo, faremo due passi indietro…fino al precipizio!
Non è un teorema ma la semplice legge del dare e dell’avere anzi un mero conto della massaia.
Signori sindaci, io vi stimo e vi voglio bene.
La piazza di sabato scorso (non molto numerosa) va comunque rispettata e la vostra presenza dinanzi all’ospedale vi fa onore. Da modesto commentatore di paese consentitemi di dire che sul terreno limaccioso e infido su cui ci siamo collocati perderemo la battaglia e anche la guerra. Lo dimostra il fatto che negli ultimi dieci anni, nonostante le manifestazioni, non solo l’ospedale ma tutta la sanità nella zona jonica è paurosamente arretrata Non bastano gli slogan e neanche la mera agitazione.
Oggi si richiede capacità di governo. Proposte credibili, serie e articolate. Assunzione di responsabilità. Mobilitazione di massa e, e soprattutto grandi Ideali nel senso che a un giovane si deve chiedere di scendere in piazza per l’Italia unita, per la Costituzione, per il riscatto della Calabria, perché ogni persona - soprattutto se ammalata - abbia una sua dignità. E la parola dignità comprende e non esclude il diritto alla salute e alla vita.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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