La scuola di Careri riaprirà, i bambini hanno vinto

Dom, 07/10/2018 - 13:00

Quando chiude una scuola muore il paese. Una scuola è il centro di tutto, della vita sociale, del bisogno di partecipazione. A maggior ragione in un paese in cui la desolazione è la nota dominante. È per questo che il 17 settembre scorso i genitori di 35 bambini di Careri hanno dato vita a un comitato spontaneo "Salviamo la scuola". Battersi per tenere aperta la scuola è stato un modo per tenere vivo il paese, per evitare che con i bambini se ne andasse via il futuro.
Per 35 bambini di Careri, infatti, il 17 settembre non è suonata la campanella. Il motivo? Non esiste. "Cancelli chiusi senza una motivazione - ci ha dichiarato lunedì scorso, il giorno della protesta, la rappresentante del comitato - Abbiamo i numeri giusti per tenere aperte sia la scuola primaria che d'infanzia. Addirittura, per quanto riguarda la scuola primaria, ci sono 20 bambini, e la legge prevede che superati i 18 possano formarsi due pluriclassi, ma qui non ne abbiamo neppure una".
In realtà isolate come quella di Careri la pluriclasse c’è sempre stata e i genitori hanno lottato perché continuasse a esistere. Dopo i tagli alla scuola del 2009 si rischia sempre di chiudere, ogni settembre è una scommessa. Ma pare che anche per quest'anno la scuola di Careri l'abbia scampata.
La protesta pacifica di bambini e genitori ha funzionato. Lunedì scorso con fischietti e coperchi e un tifo da “ultras della scuola” sono riusciti ad attirare l'attenzione su di sè, abbandonando l'arsenale dialettico dei giorni precedenti, al loro confronto, impotente. Assolutamente perfetti nel loro modo di denunciare la falsa perfezione degli altri, quelli che stavano disattendendo gli impegni presi. Quei bambini sapevano che il futuro di Careri avrebbe potuto sbriciolarsi tra le loro dita, inciampare per sempre. "Colui che apre la porta di una scuola chiude una prigione", "La scuola è il nostro passaporto per il futuro", "L'uomo la scuola l'ha inventata, la legge l'ha annientata", recitavano i loro striscioni. Una commozione assurda ci ha presi cingendoci alla vita. È fantastico quel che sanno spremere i bambini dalla parola "futuro" aprendo serrature d'aria con chiavi di nuvole.
Prima della loro protesta, grazie all'impegno del comitato dei genitori, del sindaco di Careri, Giuseppe Giugno, di due intellettuali calabresi - l’antropologo Vito Teti e lo scrittore Gioacchino Criaco - e della stampa, il 20 settembre scorso il Prefetto di Reggio Calabria aveva convocato un tavolo tecnico per la soluzione del problema.
Nel corso dell'incontro il sindaco si era assunto l'impegno di trovare un mezzo idoneo per trasportare i bambini presso l'istituto alternativo di Natile Nuovo, mentre la Preside dell’Istituto E. Terrana di Ardore Benestare Careri Ciminà si era impegnata a compiere tutti gli atti necessari alla riapertura dei plessi una volta ricevuta apposita delibera della Giunta Regionale.
"Per una settimana i nostri bambini hanno frequentato la scuola di Natile Nuovo, a 12 chilometri da Careri - racconta la rappresentante del comitato. - A turno, due genitori si sono impegnati ad accompagnarli sul pulmino messo a disposizione dal comune. Dal momento, però, che dalla Regione non arrivavano risposte, lunedì scorso ci siamo rifiutati di percorrere ogni giorno 12 chilometri, 25 minuti di viaggio in una strada dissestata, e abbiamo ripreso la battaglia".
All'indomani della protesta pacifica dei bambini di Careri e dei loro genitori, il Prefetto ha convocato un secondo tavolo tecnico, nel corso del quale è stata decisa la riapertura in tempi brevissimi della scuola di Careri ed è stato ripristinato il diritto all'istruzione per 20 dei 35 bambini. Lunedì gli alunni della primaria dovrebbero tornare a scuola. Resta chiusa, però, la scuola d'infanzia.
"Siamo rammaricati per la chiusura dell’asilo di Careri e della frazione di Natile vecchio - ci confessa la rappresentante - ma al contempo è viva la fiducia nell’amministrazione comunale che si è offerta di fare tutto quanto in suo potere per risolvere la situazione con soluzioni rapide e alternative".
Grazie alla forza e alla tenacia dei bambini e dei loro genitori la scuola di Careri riaprirà. Il paese non ha perso.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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