La storia di Padre Stefano De Fiores: una vita dedicata alla Madonna

Lun, 30/07/2018 - 18:20

Stefano De Fiores, eccelso studioso e interprete della Mariologia, nasce a San Luca il 2 ottobre 1933. La sua vocazione lo porterà a diventare sacerdote nel 1959, ma vorrà celebrare la sua prima messa solo nel 1960, al suo paese natio. Grazie al libro di Fortunato Nocera, scrittore e amico fraterno di Padre Stefano, è possibile conoscere la vita e l’operato di quest’uomo che, fino agli ultimi giorni della sua vita, ha dimostrato di possedere sentimenti di misericordia, pietà e sensibilità verso il prossimo. Uomo di ingegno e studioso di grande spessore intellettuale, ha dato molto allo sviluppo e all’aggiornamento della riflessione mariologica; i suoi numerosi studi e libri attestano la sua passione per la persona, il ruolo e il significato della Madre di Gesù, che non interviene con le sue apparizioni solo per illuminare o ricordare verità che si trovano nel Vangelo, ma anche per approfondire il mistero di Dio, attraverso un’insondabile tenerezza materna e un amore compassionevole per il genere umano. I suoi libri sono stati tradotti in più lingue; è entrato a far parte della storica Associazione mariana francese; nel 1975 è diventato membro della Pontificia Academia Mariana Internationalis, insieme anche a Karol Woytila, all’epoca arcivescovo di Cracovia. Tra i due uomini di fede ci sarà sempre un rapporto di stima e collaborazione. Il suo lavoro si è svolto soprattutto in Vaticano, in qualità di professore all’Università Pontificia. Padre Stefano non si è accontentato di ripetere i dati mariologici tradizionali, ma li ha approfonditi affinché diventassero parole di salvezza per l’uomo contemporaneo. Ha condotto uno studio sulla lettura teologica della produzione mariana di Michelangelo al fine di sconfiggere il pregiudizio che vedeva nelle opere degli artisti occidentali, soprattutto del Rinascimento, solo dei contenuti naturalistici, citando anche Giovanni Paolo II che, contro questa teoria, ha affermato il valore spirituale dell’arte cristiana occidentale, compresa quella rinascimentale. Polsi è sempre stato un posto speciale, da lì è partito il suo grido d’aiuto per il suo amato paese: “Il caro vecchio paese di San Luca, non può essere sfigurato dal male, dalla ‘ndrangheta vendicatrice e assassina. Solo se si cambia rotta, ha ancora senso celebrare la novena della Madonna e andare in pellegrinaggio a Polsi”. Un’altra sua passione è stata la letteratura: grande estimatore di Corrado Alvaro e di grandi della poetica calabrese, nel 1985 intervistò Mario La Cava. Così De Fiores descrisse quell’esperienza: “Ebbi l’impressione di arretrare di un secolo e di trovarmi in contatto con il mondo alvariano mummificato che ritenevo scomparso per sempre”. Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2012, nella Clinica cardiologica di Catanzaro Sant’Anna, Padre Stefano morì in seguito a problemi cardiaci. Il 16 aprile una folla, composta da gran parte della popolazione di San Luca, s’incamminò sulla strada provinciale per andare incontro alla macchina che trasportava la salma del defunto, proveniente da Catanzaro. Il 6 ottobre 2012 è nata l’Associazione culturale “Centro Studi Padre Stefano De Fiores”, con sede a San Luca. L’obiettivo è la diffusione della dottrina mariologica dell’illustre Padre monfortano.
Padre Fiores stato un uomo unico e speciale, dal quale attingere sapienza e cultura. Gli è bastato poco più di un secolo per lasciare un’impronta indelebile nella millenaria storia del Cristianesimo, ma anche nella millenaria storia artistica e culturale di una Terra, la sua Calabria, che ha amato come nessun altro.

Autore: 
Rosalba Topini
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