La sua pasta ha conquistato il mondo: ha soli 24 anni ed è calabrese

Dom, 04/02/2018 - 12:20
Intervista a Michele Stingi

Il suo stabilimento vanta le più avanzate macchine aziendali automatiche in grado di produrre fino a 148 formati di pasta secca. Si chiama Michele Stingi, ha 24 anni e tra le montagne incontaminate di Serra San Bruno, quattro anni fa, ha fondato il suo pastificio. Oggi i suoi prodotti, oltre a essere approdati nei migliori supermercati d’Italia, hanno convinto i grandi mercati europei per poi spingersi fuori dal continente, alla conquista di Cina, America ed Emirati Arabi.
La tua storia imprenditoriale ha inizio nel 2013. Avevi 20 anni. Hai messo su l’azienda da solo?
Sì, ho creato tutto da solo, con sacrificio e senza lasciarmi scoraggiare dalle prime difficoltà. Oggi il mio pastificio può contare su un impianto in grado di produrre 104 tonnellate di pasta al mese, ovvero 208 mila confezioni.
Da dov’è nata l’idea di dare vita a un pastificio?
L’idea di dare vita al pastificio nasce quando nel 2012, a Milano, inizio gli studi sulle Tecniche di Essiccazione di un prodotto alimentare: la pasta risulta tra gli alimenti per cui più di frequente si ricorre all’essiccazione.
Come si riconosce una buona pasta?
Una buona pasta si riconosce da tanti fattori: il colore oro, che è indice della qualità delle materie prime utilizzate nella lavorazione, la cottura standard (6/7minuti) e la lunga cottura (15 minuti), il buon gusto che rende un piatto di pasta eccellente, come se fosse fatta in casa.
Che effetto ti fa ritrovarti di fronte a un bel piatto della tua pasta?
Mi sento orgoglioso così come lo sono quando entro in un supermercato e nel reparto pasta vedo il mio successo in fila insieme alle grandi multinazionali. Sono fiero di me quando la gente sceglie di mettere nel carrello la mia pasta.
Quanti dipendenti conta la tua azienda?
L’impianto Produttivo Stingi è per il 90% automatico, dall’impasto all’essiccazione fino al confezionamento, il restante 10% è per carico merce. Attualmente in produzione ci sono 12 dipendenti a cui si aggiungono un capo area Italia, un capo area America e un capo area Cina. Inoltre, in Italia, ben 83 operai fungono da agenti monomandatari esclusivisti Pasta Stingi, e controllano tutte le regioni per un’ottima vendita e commercializzazione.
Dal 2013 di quanto è cresciuto il fatturato della tua azienda?
Dal 2013 l’azienda è cresciuta tanto, numeri da capogiro, e stiamo continuando a crescere. Tuttavia, da imprenditore dico che per i primi 8 anni l’andamento aziendale non deve seguire necessariamente un trend positivo; il fatturato, infatti, è sempre incerto per via delle grosse spese iniziali ma l’imprenditore non deve disperare: deve impegnarsi per rafforzare il nome in Italia e all’estero.
Nel 2017 due nuove sfide: oltre la pasta, la tua azienda inizia a produrre conserve alimentari e merende. Prossimi obiettivi?
Sì, nel 2017 l’azienda associa alla pasta anche sughi pronti e merende. I prossimi obiettivi saranno rafforzare la gamma delle merende che risulta il prodotto maggiormente venduto, affiancandolo a biscotti da latte e prodotti da forno.
Qualche giorno fa sei stato eletto “Miglior imprenditore giovane d’Italia”. Quali ingredienti occorrono per vincere come imprenditore?
La Apil, ente nazionale con sede in Lombardia, ogni anno premia i giovani imprenditori che si sono distinti in Italia. Il mio predecessore è un imprenditore piemontese di 36 anni che si occupa di industria dell’arredamento. Io, eletto a 24 anni, sono il più giovane degli imprenditori premiati in 16 anni dall’Apil e questo per me è motivo di orgoglio. Gli ingredienti per il successo sono sicuramente due: avere delle idee innovative e andare sempre avanti credendo nel proprio progetto, senza mai arrendersi.
Che consiglio daresti ai giovani che hanno un budget limitato ma che vogliono fare impresa?
La Calabria è un territorio che offre tante opportunità interessanti, dà una mano a tutti i giovani volenterosi anche con un budget limitato garantendo contributi e aiuti iniziali. La fase successiva è rimboccarsi le maniche e mandare avanti la propria azienda con le proprie forze, dal lancio pubblicitario alla vendita, dalla formazione di eccellenti collaboratori commerciali al trasporto in Italia ed Europa arrivando all’export mondiale. Non si può solo contare sugli aiuti che provengono da finanziamenti regionali ma bisogna essere in grado di arrivare al successo da soli portando il proprio nome con orgoglio in tutto il mondo.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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