La terminologia e il sistema delle cariche e delle doti tipiche della 'ndrangheta (II Parte)

Mar, 03/09/2019 - 10:00

Nel proseguire con la terminologia e il sistema delle cariche e delle doti tipiche della ’ndrangheta emersi nel corso di numerosi processi, riprendiamo il filo del discorso con il significato del termine "copiata", che indica i nominativi di quegli affiliati, spesso autorevoli e provvisti di "doti" elevate, che hanno partecipato e/o presieduto al rito di affiliazione o di promozione in grado di un certo associato. La "copiata" è dunque uno strumento che rende oggettivamente verificabile l'appartenenza all'onorata società e costituisce una sorta di "biglietto da visita" di colui che di essa dichiari di far parte. Il termine battesimo indica il rito di affiliazione. Altra espressione utilizzata per indicare il rito è quella di "taglio della coda".

Il termine "dote" esprime la collocazione gerarchica dell'associato all'interno del sodalizio, indicando il legame gerarchico che intercorre tra gli appartenenti all' "onorata società". Le "doti" presentano un ordine progressivo, dalle più basse sino alle più elevate, e rappresentano, in sostanza, il "valore" di ciascun consorziato nell'ente malavitoso. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le operazioni di intercettazione hanno consentito di individuare l'elenco delle "doti": "giovane d'onore", "picciotto d'onore", "camorrista", "sgarrista" o "camorrista di sgarro", "santista", "vangelo", "quartino", "trequartino", "padrino". Va ancora detto che le "doti" non hanno carattere temporaneo e, una volta concesse, di regola, non possono essere revocate, salvi demeriti di eccezionale portata. Si è detto anche che la progressione o avanzamento in carriera - cioè in sostanza, il conseguimento di "doti" superiori - è fondato su criteri meritocratici.

Tuttavia, anche la lunga militanza e, quindi, l’anzianità dell' affiliato, spesso, giustifica - come risulta dalle intercettazioni – una progressione nelle gerarchie criminali della 'ndrangheta. Il passaggio da una dote all'altra viene anche definita con il termine di "fiore" e con l'espressione "acquisire un fiore": Con il "battesimo", definito anche "taglio della coda", si entra a far parte dell' "onorata società" con il grado o "dote" di "picciotto". Infine sono emersi elementi che attestano l'esistenza di un’ulteriore dote, superiore a quella di Padrino, definita "croce" o "crociata". Le espressioni "società maggiore" e "società minore", indicano delle partizioni interne al locale.

La società "maggiore" riunisce gli affiliati in possesso delle "doti" più elevate, mentre la "minore" si compone degli associati di minor livello gerarchico. La dote "di passaggio" dalla società minore alla società maggiore è la "santa", la quale rappresenta il primo livello gerarchia della società maggiore stessa. Il termine "carica" qualifica la funzione svolta all'interno della struttura mafiosa dal singolo affiliato. La "carica" è per lo più temporanea (salvo ad esempio, quella di "Capo locale" che è tendenzialmente vitalizia). Le cariche della società maggiore sono le seguenti: "capo locale" o "bastone" o "responsabile", carica vitalizia; "capo società", che è il Vice capo locale, carica elettiva; "contabile", che è il responsabile della parte economica del locale, carica elettiva; "mastro di giornata'', che ha il compito di tenere i contatti tra gli affiliati e far circolare le informazioni, carica elettiva.

Le cariche della società minore sono le seguenti: - "capo giovane", che ha il comando della società minore, carica elettiva; - "puntaiolo", che ha compiti di controllo dagli altri affiliati; - "picciotto di giornata'', che è l'equivalente del mastro di giornata della società maggiore.

Rubrica: 

Notizie correlate