Le ’ndrine in Lombardia tra “Nord – Sud” e “Cerberus”

Lun, 04/03/2019 - 13:00
Giudiziaria

Nei giorni scorsi la cronaca ha registrato la conferma in Cassazione delle condanne d’appello per alcuni esponenti della ’ndrangheta operanti nell’hinterland milanese. Condanne per associazione mafiosa che derivano dall’ indagine “Cerberus” che arriva fino all’anno 2006, sebbene le misure cautelari siano state eseguite solo nel 2008, è al 2006 che si bloccano le indagini.
La genesi dell’inchiesta risale, però, al famoso processo Nord-Sud – celebrato in Milano nei primi anni novanta – la definitiva e conclamata emersione di una organizzazione di stampo ‘ndranghetista, facente capo alla nota famiglia Papalia.
Scrive a tal proposito il PM: «Nella prospettazione accusatoria, già fatta propria da questo Ufficio nel proc. pen. n. 30500/04 mod 21, gli odierni indagati avrebbero dato luogo ad una associazione di stampo mafioso quale prosecuzione della consorteria Papalia, i cui componenti furono condannati per il reato di cui all’ art. 416 bis c.p. nel procedimento cd. “NORD – SUD” (p.p. n.443/93 RGNR). Ciò non sta a significare che si intenda dimostrare una contiguità temporale con quella associazione ( le cui vicende risalgono agli anni 80 - primi anni 90), ma che i Barbaro, all’ epoca poco più che adolescenti, abbiano fatto e facciano tuttora leva sulla “ cattiva fama” del nome Papalia. per ottenere commesse di lavoro e lucrosi affari immobiliari».
Ed ancora oltre: «Giustamente allontanata la suggestione di volere riconoscere una continuità organizzativa e strutturale tra la associazione colpita negli anni novanta da provvedimenti giurisdizionali ormai definitivi e quella oggi operante, parimenti la pubblica accusa valorizza compiutamente il pedigree mafioso di coloro che attualmente si presentano come appartenenti e prosecutori di una medesima famiglia mafiosa e che indubitabilmente, traggono capacita intimidatoria dalla nota storia criminale della relativa genia. In altre parole, il prestigio criminale del binomio Barbaro-Papalia e ben conosciuto e affermato da tempo».
In seconda battuta, ed in termini ben più concreti e significativi in relazione all’accertamento dei gravi indizi utili alla emissione del presente provvedimento, «va notato come il presente procedimento rappresenti questa volta veramente la prosecuzione storica – senza soluzione di continuo – delle vicende oggetto del procedimento denominato Cerberus (p.p. n. 30500/04 rgnr a carico di Barbaro + altri per il reato di cui all’art. 416 bis c.p.). In tale ultimo procedimento – che ha già portato alla emissione di una misura cautelare più volte confermata dal Tribunale del Riesame ed alla pronuncia di sentenza di condanna in primo grado – si contestava la esistenza di una organizzazione di stampo mafioso, i cui principali esponenti coincidono con i membri della famiglia Barbaro oggi nuovamente (ed anzi, si potrebbe dire, continuativamente) indagati. Ciò che cambia, sostanzialmente, e il periodo di riferimento e la individuazione dei compartecipi attivi in prima persona nel settore economico di riferimento. Insomma, quella prosecuzione ideale e di “nome” che caratterizza la relazione tra la consorteria oggetto del processo Nord-Sud e quella attuale, diviene – con riferimento al procedimento n. 30500/04 r.g.n.r. – del tutto concreta ed effettiva»

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