Le Istituzioni politiche e la sicurezza stradale

Dom, 17/02/2019 - 18:00

“Ricordando Pasquale Sgotto”, Riviera, pag. 14, edizione del 20/01/2019. Traggo spunto dal titolo sopra indicato per le mie seguenti considerazioni provocatorie. Se Pasquale Sgotto fosse nato in qualsiasi altro Stato Europeo, oggi sarebbe vivo perché all’Estero le regole vengono rispettate scrupolosamente, soprattutto nei centri abitati. Per ogni incidente stradale che avviene i rappresentanti delle Istituzioni, Nazionali e locali, ne parlano poco o per niente. Quando ne parlano usano modi retorici e ipocriti perché non dicono mai i motivi reali per cui avvengono gli incidenti. I motivi reali vengono comunicati periodicamente dalla Polizia stradale e dall’Istat. Secondo i suddetti comunicati periodici quasi tutti gli incidenti gravi avvengono per guida eccessivamente scorretta. Una sola volta negli anni ’70 c’è stata una interpellanza di un singolo parlamentare secondo la quale non c’era senso che si consentisse di fabbricare autovetture eccessivamente veloci quando il codice stradale non consente di superare il limite di 130 km. Sulle strade italiane tutto è possibile e giustificabile. Nemmeno i cittadini svizzeri quando guidano in Italia rispettano le regole stradali. Il Ministro Ferri, anni 70, promotore della legge che vietava di superare i 130 km orari in autostrada, è stato colto in flagranza perché esso stesso guidando la propria autovettura ha superato il limite massimo consentito, 130 km. In Francia, all’automobilista, che dopo un certo numero di volte supera i limiti di velocità, viene ritirata la patente e sequestrata l’autovettura. Se si guida normale, soprattutto nelle zone urbane, nessuno ammazza nessuno. La guida normale dovrebbe essere quella in cui una semplice frenata consente di potere arrestare l’autoveicolo evitando quindi qualsiasi impatto anche nei casi di incauti attraversamenti stradali. Ricordo le opinioni espresse da alcuni Sindaci della nostra zona, la bassa Ionica, in merito a certi incidenti mortali che si erano verificati nei centri abitati dei loro Comuni. Nella parte periferica di un nucleo abitato, attraversata da un rettilineo lungo, largo, visibile e regolarmente pavimentato della “106”, una giovane signora dentro la sua macchina, ferma ai bordi del predetto rettilineo, viene investita ed ammazzata. Nei rettilinei, guidando correttamente, non possono avvenire simili omicidi stradali. Per tale incidente il Sindaco si è limitato solo a partecipare ad una retorica “fiaccolata” con i cartelli: “Basta vittime sulla 106”. I tratti della 106 che attraversano gli abitati, devono essere considerati come strade interne; quindi, non è stato corretto dire “Basta vittime sulla 106”. In un altro incidente nel quale sono morti 3 o 4 giovani perché la loro autovettura, guidata da uno di essi, si era schiantata contro una rotatoria stradale, il Sindaco, recatosi sul logo dell’incidente, si è soltanto limitato a rimproverare quelli del pronto soccorso ospedaliero che secondo lui non erano arrivati tempestivamente sul logo dell’incidente. Altri Sindaci invocano la costruzione di inutili, costose e ingombranti rotatorie per limitare la velocità di quelli che guidano scorrettamente. Un altro primo cittadino di un Comune, nel cui centro abitato, attraversato dalla 106, si erano verificati in poche anni 3 o 4 incidenti mortali di pedoni incolpevoli, non ha mai preso alcun provvedimento concreto in merito; però, di tanto in tanto inveiva, attraverso interventi televisivi, contro l’America dove vige ancora la pena di morte. Gli ho mandato a dire, tramite un suo collaboratore politico, che la pena di morte di fatto vige anche nella strada principale del suo paese nella quale ogni tanto un pirata stradale qualsiasi ammazza qualche incolpevole pedone. In Italia ogni anno vengono ammazzati circa mille pedoni dai cosiddetti “pirati della strada”. Anche quelli che si fermano per soccorrere la loro vittima, di fatto sono pirati. In Francia, dove viene praticato il controllo preventivo, credo ci siano meno pirati della strada che in Italia. Certo, sanzionare chi non rispetta i limiti, inadeguati, di 50 km vigenti nelle zone periferiche dove ci sono soltanto case sparse non collegate direttamente con la strada principale, è esagerato.

Autore: 
Carmelo Maurici
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