Le pecorelle smarrite

Mer, 14/02/2018 - 15:40
I briganti

La divisione in classi è storia vecchia. Da sempre l’uomo si è arrogato il diritto di essere migliore di un altro, formando una società di pecorelle smarrite in cerca di padrone ed ergendosi quindi a capo branco per guidarle. Da sempre l’uomo è anche in cerca di una guida, perché da solo crede di non essere capace di avanzare. È una storia che si ripete da millenni, e pare non abbia fine. Chissà perché, mi chiedo. Forse perché a scuola ci insegnano le cose sbagliate, a mio avviso, tutte fondate sul consumismo, sulla globalizzazione, sul rispetto di regole che sempre l’uomo ha creato per regolare se stesso. Non si insegna invece come guidare se stessi, come elevarsi spiritualmente, come non soccombere ai brutti pensieri, come crearsi aspettative positive. Va tutto nel senso opposto alla vera natura dell’uomo, che è un essere prima di tutto spirituale. Lo spirito vive dentro un corpo di passaggio, che presto lascerà, dopo aver concluso questa esperienza che porta al miglioramento della coscienza. Non mi fido per niente di questa società occidentale, non mi fido delle bombe sante, né di quelle democratiche. Non mi fido di questo specchio per le allodole che ci siamo creati tutto intorno a noi. Siamo esattamente dove qualcuno si aspettava che fossimo: caduti nella rete, siamo in trappola. Siamo in trappola a casa nostra davanti a una tv che vomita oscenità, che divulga false credenze. Siamo convinti che se lo vediamo in tv o se lo leggiamo sul giornale allora bisogna crederci. Lasciamo che i bambini si “istruiscano” abbandonandoli davanti a una distruttiva tv. Creiamo pensieri negativi per poi chiedere aiuto al becchino. Non ci hanno insegnato a pensare da soli, a risolverci le nostre cose. Stiamo con la speranza che ogni 4 marzo ci salvino dal baratro. Ma chi può salvarci, se non noi stessi? Se smettessimo di guardare altrove e dirigessimo lo sguardo verso di noi per migliorarci, avremmo bisogno di questi burattini di turno? Ci serve solo silenzio e apertura del cuore. Se davvero c’è bisogno di un salvatore, allora dovremmo guardarci allo specchio, perché ognuno è artefice del proprio destino.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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