Legge di bilancio: cadrà il governo, o cadrà l’Italia?

Dom, 06/01/2019 - 11:20

La legge di Bilancio ci ha fatto pensare al campo di battaglia di una guerra inutile, mentre i generali, a debita distanza, rimanevano indaffarati in altri discorsi. In Aula, a testa bassa e senza chiedersi ragioni, le truppe grilline e leghiste sono andate all'assalto. Ma non sono entrate nel testo, almeno come li volevano loro della maggioranza, neppure il Reddito di cittadinanza e Quota 100 per le pensioni. L'Europa ha continuato a sculacciarli con energia, il  Partito Democratico e Forza Italia hanno tentato di fare un mestiere che gli è sconosciuto, l'opposizione. Persino il ricorso dem all'esame della Consulta sul conflitto d'interessi, sacrosanto, poiché il governo ha esercitato anche il potere legislativo, lasciando al Parlamento solo l'opportunità di votare sì o no alla manovra, senza poterlo discutere, sembra domandare ai giudici non il merito ma la responsabilità (e allora?) di far saltare la legge di bilancio (peraltro piena zeppa di errori, come ha rilevato il Comitato per la legislazione della Camera, presieduto oltretutto dalla grillina Fabiana Dadone). Se finiremo lo stesso in recessione (nessuno se lo augura), registreremo il fallimento di questa classe politica: Di Maio sarà stato una meteora, ma Salvini non avrà le credenziali per i suoi disegni, le autonomie, la sua premiership, la Commissione europea. Questa la domanda e la risposta della settimana scorsa tra Alessandro Trocino del Corsera e la Senatrice Paola Nugnes del M5S, vicinissima al Presidente della Camera Fico: “Le autonomie sono un tema fondante della Lega, Giorgetti ha detto che se non passa l'autonomia entro il 15 febbraio, cade il governo”. “Io dico che se passa la riforma delle autonomie cade l’Italia. Quindi è meglio se cade il governo, piuttosto che l'Italia. Siamo in molti nei 5 Stelle a pensarla così, non si deve lasciare andare il sud alla deriva”. Aggiunge, la Senatrice, dei riferimenti storici sul dualismo nord-sud, ma sull’argomento soccorre in questo periodo anche l'ultimo libro di Bruno Vespa, "Rivoluzione", la "furiosa guerra tra storici", un concetto fra gli altri: "Si tenga presente che i buoni del Tesoro borbonici pagavano un tasso d'interesse nettamente inferiore a quello sabaudo: segno di una maggiore affidabilità. Anche se questo sembra paradossale per la vulgata comune, Napoli assomigliava alla Germania e Torino all'Italia". Se si modifica l'equilibrio della Commissione Europea e Salvini si gioca una carta, ha il diritto di farci sapere che mangia pane e Nutella, ma soprattutto deve produrre dei risultati. Non sapremmo dire se nelle austere Cancellerie europee andrà con addosso le sue famose felpe oppure vestito da ministro o commissario, certamente conteranno i fatti. Intanto sarà trascorso un anno da quando si è portato dietro tutte le polemiche per la manovra. Se va male, il freddo si farà sentire comunque.

Autore: 
Federico Lago
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