Lettera di sfogo di un dipendente del call center di Locri

Lun, 15/04/2013 - 17:09
Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

gradirei vivamente potesse pubblicare questa lettera di sfogo circa quanto accaduto in questi giorni al Call Center di Locri. Urge subito una premessa, doverosa nei confronti dei cittadini onesti che han sempre sostenuto il pagamento delle tasse: se qualcuno ha sbagliato a non versare i tributi relativi ad Imu, Tarsu e servizio idrico per l’immobile in questione, è giusto che si facciano le verifiche necessarie e si provveda alla riscossione di quanto dovuto. Ma la tempistica con la quale sono stati richiesti questi controlli dall’esponente politico Pino Mammoliti, mi creda,  è quanto meno bizzarra. Da circa dieci anni il Call Center opera nella nostra città e credo questo sia sotto gli occhi di tutti. E guarda caso, nonostante non mi sembra che Mammoliti sia alle prime armi, un “novizio” per intenderci, nella realtà politica cittadina, ha dubbi sulla regolarità dell’iscrizione dell’immobile per il versamento delle imposte proprio quando manca circa un mese e mezzo alle prossime elezioni comunali… Mi lasci dire che questo è davvero un colpo basso! Ma non tanto nei confronti dell’ex assessore comunale Calabrese, che voci di corridoio darebbero come uno dei possibili candidati alla poltrona di Sindaco della città di Locri, probabilmente voluta anche da chi ha dato vita a questa sceneggiata. Ma nei confronti dell’attività imprenditoriale, una delle poche del comprensorio, che ha investito soldi ed energie nella nostra realtà, nonostante la “fama” a livello nazionale della locride non sia certo positiva, e che da anni garantisce lavoro e stabilità economica a più di 350 dipendenti, sostenendo sforzi e sacrifici per mantenere in piedi questo progetto, senza sussidi statali, visto la natura privata dell’azienda. La stessa che vede occupate persone di ogni età, dai 18 ai 60 anni, e che garantisce il sostentamento quotidiano a 350 famiglie del nostro comprensorio, che obiettivamente senza questo lavoro non saprebbero su cosa contare. E’ una bella realtà locale, che consente che nel nostro territorio l’economia continui a girare, senza fermarsi, e dalla quale, e credo di non affermare qualcosa di esagerato, dipenda in parte anche il “destino” delle altre attività imprenditoriali: se non fosse garantita l’occupazione ai dipendenti di Call&Call, di sicuro ci sarebbero meno soldi in circolazione, meno acquisti di beni secondari e di lusso ed un calo nell’economia locale. Ma ciò che è stato posto in essere dall’ex amministratore della cosa pubblica Mammoliti è un colpo basso anche verso l’intelligenza dei cittadini locresi tutti: per quanto, ripeto, sia giusto e doveroso che tutti, compresa l’attività in questione, versino i contributi dovuti, davvero crede di “nascondersi” dietro questo scopo alto e nobile e convincere i miei compaesani della bontà del suo gesto? I cittadini locresi sanno che questo è solo un attacco politico, fine a se stesso. E la dimostrazione di ciò sta nel fatto che avviene in piena campagna elettorale, seppur non ufficialmente iniziata, e “solo” dopo dieci anni di presenza dell’attività imprenditoriale Call&Call! E sostiene anche che non ha nulla contro i dipendenti dell’azienda, ai quali rivolge rassicurazioni plateali e pubbliche ma prive di fondamento visto l’azione che ha posto in essere. Io mi chiedo come mai, in tanti anni di attività politica, il signor Mammoliti non abbia fatto lo stesso gesto, compiuto in questi giorni verso i responsabili del palazzo in via Oliviero, anche nei confronti di altri cittadini che, seppur in minoranza rispetto alla totalità della popolazione, sicuramente non hanno versato i tributi dovuti. Se davvero il suo è uno scopo alto e nobile, di sani valori e principi, che non mira a colpire il soggetto Calabrese, perché solo su quell’immobile ha dei dubbi? In quanto amministratore locale e persona impegnata politicamente da circa 20 anni, credo Mammoliti abbia avuto evidenza di chi non paga davvero i tributi, anche tra le famiglie cittadine locali alle quali, però, non ha riservato lo stesso trattamento. E vogliamo tacere di immobili in costruzione negli anni passati sino ad ora, che sono nate e nascono da un giorno all’altro, senza permessi e del tutto abusivamente davanti ai suoi occhi e senza che abbia compiuto mai un atto per fermare una tale violazione di legge?  Certo si è bravi a pubblicare manifesti in cui si attacca ed a volte, bisogna dirlo, “offende” i suoi avversari politici ed anche, ripeto, l’intelligenza dei locresi; un pò meno, però, con i fatti è riuscito a risollevare le sorti della nostra città quando ne ha avuto la possibilità. Lungi da me voler fare campagna elettorale verso uno o l’altro dei soggetti in questione, però non si può accettare un simile atteggiamento arrogante e presuntuoso da colui che dice di avere a cuore il benessere della nostra collettività. Se davvero fosse stato così, avrebbe fatto in modo che i controlli avvenissero in modo più “soft”, per evitare che Call&Call possa, visto quanto sta succedendo, decidere di abbandonare il territorio e lasciare a casa tutti i suoi dipendenti locali.  Credo la verità delle cose sia sotto gli occhi di tutti. Spiace questa situazione e sono davvero amareggiato di quanto accaduto. Mi auguro che ci sia presto una risoluzione della controversia e, se venisse accertata l’evasione dei tributi locali, questi possano essere riscossi in quanto dovuti. E soprattutto che non ci siano ripercussioni sull’attività di Call&Call e su chi, da anni, si impegna e lavora costantemente, con sacrifici e senso del dovere. A differenza di chi, in questi anni, ha portato con la sua attività politica il comune di Locri nel baratro, al fallimento ed al suo commissariamento.

 

Un dipendente del Call Center

Autore: 
Redazione
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