Lezione di umanità

Dom, 19/05/2019 - 12:00

A scrivere di nuovo su Mimmo Lucano (Mimì) si rischia di essere ripetitivi, ma quando la sua presenza diventa una notizia che attraversa i media, occorre ribadire alcuni concetti.
La forza, il cui segretario è stato condannato per banda armata e associazione sovversiva come capo di Terza Posizione, l’organizzazione della destra eversiva che, alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, è stata coinvolta in molti omicidi, e si reputa erede del fascismo, ha fatto un clamoroso autogol.
Volevano apparire sui social e sui giornali, in vista delle elezioni europee, inventandosi un comizio per impedire la partecipazione di Lucano a un seminario “Convivenze” alla facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma, il 13 maggio pomeriggio.
Un escamotage per cercare di raccattare voti nell’elettorato di destra, area nella quale ha un concorrente fortissimo, il ministro degli Interni, che sta raccogliendo a destra e a manca tutto il possibile, giocando sulla paura e sul livore contro migranti, diversi e sicurezza.
Battage pubblicitario sui media e contro risposta degli studenti universitari, che in poco tempo hanno preparato una manifestazione all’interno dell’Università per lo stesso giorno, alla quale si sono aggiunte anche altre organizzazioni e singoli.
Un flop la manifestazione contro Lucano, alcune decine di militanti; un successo clamoroso la manifestazione a favore, alcune migliaia, in maggioranza studenti, che hanno aspettato Mimmo dalla mattina, lo hanno accompagnato per ascoltare la sua “lezione” in un’aula stracolma, che nel segno dell’antifascismo si è raccolta intorno a lui.
Può piacere o meno, Mimmo Lucano è diventato un’icona della Sinistra, quella degli anni Settanta, come lui stesso ribadisce in ogni suo intervento, con il riferimento a Peppino Impastato, a Peppino Lavorato e alle lotte dei lavoratori che hanno comportato conquiste sindacali, sociali e civili:

  • la riforma del sistema pensionistico, riforma Brodolini, legge 153/1969;
  • lo Statuto dei Lavoratori, la legge 300/1970;
  • la vittoria contro l’abolizione del divorzio, nel referendum del 1974;
  • i decreti delegati nella scuola: legge delega 477/1973, cinque DPR 416-420/1974;
  • la riforma Basaglia sulla chiusura dei manicomi, legge 180/1978;
  • l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, legge 833/1978;
  • la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, legge 194/1978.

Conquiste che, anno per anno, sono state smantellate o depotenziate dalle politiche attuate dai governi di centro-destra in particolare (governi Berlusconi, con FI, Lega e AN).
Successivamente attuate anche dai governi di centro-sinistra a guida degli eredi del vecchio PCI, supini ai voleri degli organismi della comunità europea, spesso a maggioranza di centro destra e della globalizzazione imposta dal neoliberismo.
Mimmo ci ricorda che queste lotte avevano anche un filo conduttore, l’uguaglianza e la solidarietà, l’internazionalismo, le lotte a favore dei popoli oppressi dall’imperialismo americano e dal colonialismo europeo: Vietnam, Cambogia, Cile, Argentina, Brasile, Angola, Mozambico, Sud Africa e altri paesi.
Questo è il percorso che ha trovato fertile terreno nella mente e nel cuore di Mimmo il Curdo, che lo ha portato a partecipare dal 1998 all’accoglienza dei barconi dei migranti arrivati sulla spiaggia di Riace, spinti dal vento, come lui dice.
In questi anni l’esperienza di Riace, ma anche di altri comuni vicini, è diventata un simbolo indigesto a quei politici che crescono sull’odio e sulla paura indotta degli altri.
Sentimenti e reazioni che sono stati sempre utili, in periodi di crisi, per mettere gli uni contro gli altri, che ci riportano a periodi infausti della storia, da cui il nazismo e il fascismo sono nati, cresciuti e hanno portato a milioni di morti durante la seconda guerra mondiale.
Malgrado gli attacchi che ha dovuto subire in questi ultimi due anni, nessuno ha trovato documenti che dimostrano che lui si sia arricchito, pagando costi enormi personali, al contrario di altri che con politiche xenofobe hanno accresciuto visibilità e potere.
Ecco perché l’esperienza di Riace ha una visibilità e una storia, riconosciuta a livello mondiale, che nessuno può stracciare. Per questo è nata l’associazione “È stato il vento” che, senza i contributi statali ma raccogliendo fondi dai privati e da enti solidali, vuole rilanciare il territorio riacese, con i suoi laboratori, con le sue botteghe, con il turismo solidale e altre iniziative.
L’11 maggio, a Riace, un migliaio di persone si sono ritrovate per la presentazione ufficiale del progetto e, nel pomeriggio, alcuni artisti solidali con Mimmo e Riace hanno suonato per renderlo di nuovo vivo, multicolore, per una giornata di festa.
In corteo, hanno attraversato la strada che porta da Riace al confine con il Comune di Stignano, dove Mimmo, ormai esiliato a Caulonia, li aspettava per l’ennesimo atto di affetto e solidarietà da parte di coloro che vogliono condividere una lezione di umanità, più necessaria adesso, quando egoismi, nazionalismi e divisione imperano nel mondo globalizzato, di nuovo alla mercé degli Stati che vogliono imporre la loro egemonia.

Autore: 
Francesco Martino
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