Lo stato decadente della Fiera di Reggio (FOTO)

Lun, 04/09/2017 - 15:30

Varcare i confini di Pentimele ha sempre procurato un certo effetto, sospeso tra lo stupore, la speranza e, forse, un po’ di dubbio. Pentimele è come se fosse una piccola Reggio utopica, un lembo di terra, dalla millenaria storia, dove la tradizionale vocazione marittima e turistica, con i lidi, il piccolo porto turistico si scontrano con la maestosità di quelle che, nei primi anni ’80, rappresentavano architetture avanguardistiche e di impatto per la solita vista del reggino, abituato a costruzioni basse e minute. Si pensi al grande e imponente ponte dell’Autostrada, che collega il porto al medesimo svincolo autostradale; un colosso che rappresenta un’antitesi della natura, rappresentata dal mare cristallino, che a tratti lascia afoni, dello Stretto di Messina. Si pensi al PalaCalafiore, il palazzetto sportivo tra i più grandi in Italia, una perla in un deserto fatto di case basse, una piazza malcurata e lei, la Fiera Campionaria. Ed è proprio lei che, incastonata in questo quadro moderno ed antico, desta non pochi sospetti. A colpire l’occhio di chi, anche fugacemente, osserva questa struttura, è la decadenza e l’incuria in cui questa, oggi, versa e verserà, a meno di clamorosi quanto fulminei interventi di restyling, anche nella quattordicesima edizione in programma a novembre. Probabilmente le preoccupazioni di una città come Reggio sono ben altre, e guai se non lo fossero, ma risulta un pugno in un occhio che una realtà come questa, in pieno centro cittadino, rappresenti una cicatrice che, per risultare meno vistosa, necessiterebbe di cure minime. Dietro quel cancello arrugginito e quel cartello mutilato che recita “Fiera Campionaria di Reggio Calabria” v’è uno spazio che deve essere restituito alla sua originaria vocazione nella maniera più degna possibile. Tra le lamiere che goffamente ricoprono i tetti, le finestre rotte, i padiglioni in evidente stato fatiscente, senza porte o finestre e alla mercè dei vandali, dietro una recinzione distrutta e completamente da ristrutturare, c’è un potenziale polmone per l’economia reggina che, storia alla mano, si è sempre fondata sull’artigianato e sulla perizia di tanti piccoli imprenditori che potrebbero beneficiare di quello spazio così nel cuore del mare reggino. A sugellare la vocazione del popolo in riva allo Stretto con la sua più antica vocazione. Non solo a novembre. Gli scatti parlano chiaro e non danno certamente l’immagine della Reggio bella e ordinata alla quale vorremmo essere educati. Si consideri, tra l’altro, che la Fiera è ben visibile da chi arriva con i treni provenienti dal nord e che è uno dei principali biglietti da visita della città. Ok l’effetto lenitivo della visione successiva dello splendido lungomare ma, come si dice, la prima impressione è quella che conta.

Autore: 
Antonio Cormaci
Rubrica: 

Notizie correlate