Ma tutto questo Grillo non lo sa

Dom, 17/03/2019 - 16:00

A Catanzaro per il suo "Insomnia tour",  il comico genovese Beppe Grillo ha lanciato una frecciatina alla platea calabrese: "La Calabria è la regione che in assoluto ha fatto meno domande di reddito di cittadinanza. C'è un paese qui che si chiama Dinami, il più povero d'Italia, dove nessuno ha fatto domanda per il reddito. E allora diciamocelo che o lavorate tutti in nero o siete della 'ndrangheta".
Forse Grillo non lo sa ma in Calabria di coloro che avrebbero potuto fare richiesta del reddito di cittadinanza ne sono rimasti ben pochi. Forse Grillo non lo sa ma i giorni in cui la Calabria si ripopola sono quelli delle feste. Finite le feste, la Calabria torna a svuotarsi della sua freschezza e della sua energia migliore. Entrambe, spavalde, prendono posto su pullman stracarichi, treni affannati e qualche aereo low cost prenotato con largo anticipo. Un'evasione che impoverisce il Sud, che continua zitto e muto a ingoiare il rospo. Insopportabile mentre fa spallucce al suo stesso dramma.
Forse Grillo non lo sa ma la Calabria fa parte di quel Sud che ogni anno, secondo Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez, perde definitivamente sessantamila giovani. Almeno altri sessantamila, inoltre, sono "pendolari di lungo raggio", ovvero mantengono la residenza al Sud ma lavorano al Nord. E non c'è rabbia esibita nè pianto mal dissimulato di madre in grado di frenare quest'esodo.
Vanno via perché la loro Calabria, il loro Sud non lo ha capito nessuno. Per anni si è considerato il Mezzogiorno non sviluppato perché per anni lo si è accostato al Nord. "Il Sud è meno sviluppato del Nord", ci hanno detto sin dai banchi di scuola. Il problema è che ci si è sempre concentrati sul secondo termine di paragone, il Nord appunto, e si è rincorso uno sviluppo che non è stato pensato per noi. Non è tra le nostre corde. Abbiamo convinto i nostri ragazzi che il Nord sia migliore, mentre il Sud, per quanto abbia provato a tenere il passo, ha dovuto gettare la spugna.
Non è vero che il Sud è meno sviluppato del Nord, il Sud è diverso. Se ci si fosse concentrati sulle peculiarità del Mezzogiorno e non sul nostro complesso di inferiorità rispetto al Nord, il Sud sarebbe progredito. E, sottolineo, progredito, non sviluppato. Perché sviluppo e progresso non sono la stessa cosa. Lo sviluppo - sosteneva Pasolini - lo brama chi produce, ovvero gli industriali che producono beni superflui. Il progresso lo vogliono gli operai, i contadini, cioè coloro che non hanno interessi immediati da soddisfare. Il progresso è quindi una nozione ideale - sociale e politica - lo sviluppo è un fatto economico.
Avremmo dovuto puntare sul progresso, non sullo sviluppo del Sud per tenerci cari i nostri giovani. Soprattutto se per sviluppo si intende solo quello industriale. Il Sud non ha vissuto il lungo periodo di industrializzazione che, invece, ha interessato il Nord. Pertanto conserva luoghi, valori e culture che quel processo avrebbe spazzato via. Ed è da quei luoghi, valori e culture che dobbiamo ripartire per evitare che la nostra Calabria finisca per diventare una terra di macerie. Dico "macerie" non "rovine" perché le rovine hanno ancora qualcosa da raccontare a chi abbia voglia di ascoltarle, hanno in loro l'essenza di un passato che continuiamo a ingoiare senza però digerirlo. Le macerie, invece, non hanno voce, non hanno più nulla da dire, sono un rigurgito che ci sbatte in faccia tutta la nostra miseria.
Il reddito di cittadinanza per noi del Sud non è che l'ennesimo rigurgito di assistenzialismo, un conato disdicevole, un'ignominia che ridurebbe davvero la Calabria in macerie.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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