Maria Capece, la poetessa di Riace che canta gocce di vita

Dom, 14/07/2019 - 17:20

Presso l'aula Magna del Liceo Artistico "Pitagora" di Siderno, è stata presentata una raccolta di poesie in un libro dal titolo alquanto significativo: Il tempio delle muse. È stato un vero successo!
L'autrice si chiama Maria Capece, nativa di Riace, sulle rive dello Jonio e incarna tutta la spiritualità di questo lembo di terra di Calabria, e i versi delle sue liriche ampiamente lo confermano.
La serata, presentata da Domenico Capponi, si è arricchita degli interventi di Marisa Romeo, Concettina Audino, Lucia Licciardello, Maria Rosaria Pini e Domenico Validà. Presente l'editore Domenico Garreffa, Giuliano Zucco e il maestro Giuseppe Pucci che con il Coral cantus ha allietato la sala con canti e suoni di grande suggestione. Mascotte dell'iniziativa la bella Martina Cristodero; tra i presenti anche Nicodemo Vitetta, Presidente Club per l'Unesco, un valore aggiunto in questa nostra terra calabra, “amara e bella” come qualcuno l'ha definita. Se per “poesia” si intende la capacità che l'essere umano ha nell'esprimere concetti, pensieri e stati d'animo di indubbio valore emozionale, Maria Capece c'è dentro tutta, protagonista vera, in quegli ambiti dove l'anima e il cuore sono i veri padroni di casa. La sua Riace, in Calabria che, per quanto bella e da lei amata, non smette mai di suggerirle quelle vie di fuga che l'hanno portata verso quell'orizzonte di "Cobalto", sempre sognato e oggi da lei felicemente condiviso. Le sue liriche sono gocce di vita, proiettate verso un futuro dove l'arcano viene superato in un crescendo in cui l'anima, la sua anima nobile e bella, si incarna in quell'antica "Eva", genitrice del mondo come lei stessa la definisce. Tutti i riconoscimenti che l'autrice ha avuto e sicuramente avrà ancora, la pongono in un ambito culturale di grande prestigio. Personalmente io di lei potrei dire: ...e dal mare venne un' “onda”, bianca e spumeggiante, si adagiò sulle rive dello Jonio, felice e sorridente, arricchendo l'aria con profumi d' oriente antichi e nuovi... e poi sorrise pensando di lasciare in questa sua nuova terra, emozioni e gioie da condividere con i nativi, di un territorio dove per fortuna la storia continua ancora. Un attimo dopo, assorbita dalla sabbia, la nostra onda si addormenta, e in questo suo nuovo sogno, vive e trasmette emozioni che dall'antica Grecia di Saffo arrivano a noi. Sono emozioni di cui la nostra vita ha bisogno, per continuare a vivere ancora, in quella magnifica, immensa ed eterna “sfera di cristallo”, in cui si respira amore, amore e amore ancora. L' “onda” nella nostra metafora, suggeritami dal mio amico “gabbiano bianco” che mi porto dentro da sempre è ovviamente lei Maria Capece a cui auguriamo tutto il successo che merita. Grazie Maria per quello che hai fatto, che fai e che farai ancora.

Autore: 
Giuliano Zucco
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