Mascaro tenta di ribaltare la sentenza di scioglimento di Lamezia

Lun, 18/12/2017 - 12:00

L’ex sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, definisce “mero errore materiale” l’inclusione del proprio nome tra i difensori di un imputato per droga nell’ambito del processo “Columbus”. L’imputato Alfonso Santino Papaleo, risultato coinvolto a Palmi in un traffico internazionale di cocaina, non sarebbe infatti mai stato difeso da Mascaro che, su Facebook, scrive a sua difesa: “Il sottoscritto sin dall’8 maggio di due anni fa, cioè immediatamente dopo l’arresto e ben prima dell’elezione a sindaco, ha rinunciato al detto incarico professionale non svolgendo, quindi, nel processo ‘Columbus’ alcun atti difensivo e non partecipando mai ad alcuna attività e neanche all’interrogatorio di garanzia. Pertanto, dal momento della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Dea di Reggio nel novembre 2015, il nominativo del sottoscritto, indicato quale difensore del predetto coimputato unitamente ad altri due avvocati del Foro di Cosenza, era stato inserito solo per mero errore materiale; d’altronde l’esistenza di errore è facilmente intuitile in quanto, ai senso dell’articolo 96 del codice di procedura penale l’imputato ha diritto di nominare non più di due difensori di fiducia, mentre nella detta richiesta risultavano tre difensori e cioè il sottoscritto, che aveva invece rinunciato al mandato e gli avvocati successivamente legittimamente nominati”. Una dichiarazione alla quale Mascaro conta adesso di dare seguito anche in tribunale, con l’augurio che la dimostrazione della sua estraneità ai fatti possa smontare anche gli atti relativi allo scioglimento del comune.

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