Mercoledì prenderà il via la scuola di filosofia

Lun, 22/07/2013 - 11:00

Partiamo da questo. Perché ha senso discutere del bene comune nella Locride? Intanto, quella di comune è una delle idee più promettenti fra tutte le ipotesi maturate nel grembo del pensiero alternativo al “mainstream” neoliberista che celebra l’individuo singolo e la sacralità della proprietà privata. Dunque, rappresenta un fatto rilevante che il comprensorio locrideo, agli antipodi rispetto alla vetta della gerarchia dei rapporti di forza dominanti, entri in costellazione con lo spirito del tempo e partecipi al tavolo della discussione. Peraltro, il concetto di comune, coi suoi risvolti teorici e politici, attraversa il dibattito internazionale, dalle lotte per i beni comuni in Italia e in Europa fino alle rivendicazioni in senso democratico delle piazze di Istanbul, di Rio e adesso di nuovo anche de Il Cairo. Ma passando oltre il carattere di assoluta attualità dell’argomento, la Locride ha dalla sua un punto di osservazione privilegiato ed è soprattutto per questo motivo che ha senso ragionare “qui e ora” intorno ai temi che riguardano il primato del “noi” sull’“io” e che concernono la chance della gestione condivisa di beni e servizi (di quei beni e di quei servizi “indisponibili” come l’acqua e la sanità, l’istruzione e la cultura e l’ambiente) in contrapposizione alla deriva privatistica e merceologica. La Locride, collocata al margine rispetto al centro del sistema, è provvista di quella intelligenza disincantata e perfino ingenua capace di elaborare nuovi linguaggi, mondati da sentimenti egoistici e pseudo-libertari. Da qui, la quarta edizione della Scuola estiva di alta formazione in filosofia “Giorgio Colli” di Roccella intende proporsi come laboratorio in cui gli interessati possono misurarsi col pensiero del comune. La rassegna, che prenderà il via mercoledì e si chiuderà domenica 28 luglio, ha in calendario relatori di primissimo piano. Dal filosofo Gianni Vattimo che aprirà i lavori con una lezione magistrale sull’idea del Bene, al giurista Ugo Mattei docente delle Università di Torino e di San Francisco nonché coredattore dei quesiti referendari sull’acqua e vicepresidente della Commissione Rodotà. Con loro, anche lo storico dell’Università La Sapienza, Piero Bevilacqua, teorico del pensiero ecologico; la giornalista e saggista Ida Dominijanni e l’economista delle Università di Roskilde (Danimarca) e di Hanoi (Vietnam), Bruno Amoroso. Nell’ambito del programma, una sessione, quella della mattina del 25, riservata agli studiosi più giovani, sarà dedicata al seminario di studi in onore di Mario Alcaro sul sapere come bene comune. La Scuola, diretta da Giuseppe Cantarano e coordinata da Alessandra Mallamo e da chi scrive, è organizzata dall’Associazione Scholé del presidente Salvatore Scali. In un’ottica di pensiero reticolare, la progettazione si pregia della collaborazione con il Centro per la filosofia italiana e con l’Istituto italiano per gli studi filosofici. Quest’anno, oltre al patrocinio del comune di Roccella, la Scuola gode anche di quello della città di Caulonia e Placanica dove la rassegna farà tappa rispettivamente la sera del 25 (“Beni Comuni”, con Cantarano e Mattei) e il pomeriggio del 26 (“Pensieri Mediterranei. In onore di Mario Alcaro”, con Cantarano e Bevilacqua). Questa, quindi, l’agenda descritta per sommi capi. Il grosso lo faranno quanti sceglieranno di partecipare alle sedute e poco importa se si è esperti di Aristotele o Kant. Conta, piuttosto, cogliere l’occasione per dialogare a tu per tu con intellettuali che segnano l’epoca e che come tali anticipano congetture e fatti di là da venire.  

 

Autore: 
Angelo Nizza
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