Mimmo l’Umano, la distruzione di “Caravan Sud” e la politica regionale

Dom, 30/12/2018 - 17:40

Il mese di ottobre si apre con la notizia bomba dell’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Secondo il nostro direttore quel fatto di cronaca era una di quelle questioni su cui non si può non prendere posizione o, peggio ancora, sperare di cavarsela dando un colpo ora al cerchio ora alla botte. Quelle questioni che riguardano l'essere umano o, meglio, il restare umani.
Seduto al banco degli imputati, a nostro parere, non c'era solo Mimì u curdu, ma tutti nou. E lo scontro ancora oggi non è tra chi ha ignorato la legge e chi se ne professa un attento osservatore. A contrapporsi c'è, da un lato, chi ha avuto la "sfrontatezza" di reagire a una legge sciagurata come la Bossi-Fini e, dall'altro, chi esulta in maniera scomposta per l'arresto di un uomo, nemmeno fosse il peggiore dei criminali; chi continua a rimanere dalla parte di Mimmo nonostante il tintinnio arrogante delle manette e chi plaude all'esultanza volgare di un ministro della Polizia che calpesta con inaudita leggerezza il senso della decenza.
Coloro si dichiarano dalla parte di Mimmo Lucano non lo fanno perché apprezzano il suo essere un fuorilegge, orgogliosamente dichiarato, ma lo fanno perché gli sono grati per quel gruzzolo di umanità che è riuscito a salvare in un mondo imbruttito. Un mondo così alla deriva da impacchettare accuse - di associazione a delinquere, malversazione e appropriazione indebita - che in un primo momento si erano sfarinate perché basate sulla "vaghezza e genericità del capo di imputazione", su conclusioni "indimostrabili o presuntive o sfornite di precisi riscontri". Si è cercato ad ogni costo il male per punire il bene. Un dato imbarazzante. Anzi no: uno schifo.
C'è chi condanna Mimmo Lucano perché non si è piegato a una legge che implica un capovolgimento del senso morale e, ciò che è peggio, la perdita del senso di umanità.
Quel senso morale che, poi, miracolosamente riemerge per deplorare la scelta del sindaco di Riace di celebrare matrimoni combinati.
Celebrare matrimoni combinati è senza dubbio moralmente riprovevole ma lo è ancor meno consegnare una donna, la cui richiesta d'asilo è stata più volte respinta, a un destino alla Becky Moses. Becky, respinta dalla legge e dai protocolli, dovette andar via da Riace; finì per fare la prostituta e morì in una baracca, tra le fiamme, arsa viva nel sonno. Forse il matrimonio combinato sarebbe stato meno etico e morale ma oggi Becky sarebbe ancora viva.
Mimmo Lucano ha sicuramente sbagliato a proporre a tre ragazze disperate di risolvere i loro problemi sposando un uomo di cui non erano innamorate e dal quale non avrebbero ricevuto amore ma non prendiamocela con lui, prendiamocela con chi lo ha costretto a trovare un'alternativa al peggio.
Oggi il sindaco di Riace è accusato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, un'accusa che per chi conosce davvero l'operato di Mimì u curdu è un "capolavoro" giuridico oltre che linguistico.
Mimmo Lucano ha infranto la legge per fare del bene, in un Paese dove chi infrange la legge ha spesso altri moventi. Mimmo Lucano ha infranto la legge in una terra i cui borghi, in tanti, li avrebbero ripopolati trasformandoli in carceri piuttosto che consegnarli ai migranti come nuova chance. Mimmo Lucano ha infranto la legge in una terra in cui, per dirla con Carlo Levi, "lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall'altra parte".
Mimmo Lucano è un dissidente, un eretico ma con in pugno il Vangelo e la Costituzione, perché, diciamocelo, l'attuale legislazione sui migranti, oltre che contro l'amore verso il prossimo proclamato da Gesù Cristo, va contro lo spirito della nostra Costituzione. E allora cos'è più grave, che esistano delle leggi contro la legge suprema dello Stato o che si disattendano in nome di quella legge suprema?
Saremo inguaribili sognatori ma per la battaglia di Mimmo Lucano riusciamo ancora oggi a immaginare solo un finale meraviglioso: cambiare il senso comune e le leggi spietate della nostra Repubblica e aprire il cuore alla speranza di una società meno imbruttita.
Al ciclone giuridico e mediatico che aveva travolto la figura del sindaco di Riace, sul quale ancora oggi si cerca di fare la dovuta chiarezza, seguì una notte di puro terrore, a Siderno, quello in cui una violentissima tromba d’aria avrebbe flagellato, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre il camping “Caravan Sud”, gettando nella più completa disperazione i proprietari, che solo in questi giorni stanno riuscendo a comprendere come potranno ricominciare.
A tenere banco la settimana successiva, nonostante ancora oggi si debba ben comprendere come si formeranno gli schieramenti, sarebbe stata la (ri)organizzazione del centro destra in vista delle Elezioni Regionali di novembre. Mettendo in campo le sue forze migliori, infatti, la coalizione ha giocato d’anticipo annunciando Mario Occhiuto, attuale sindaco di Cosenza, come candidato alla guida del futuro della Calabria, una candidatura che, visti i fatti che hanno successivamente coinvolto l’attuale presidente Mario Oliverio, sembra destinata a rimanere solitaria ancora per un po’.
In seguito alla nostra riflessione sulla sinistra loclae, ritrovata a Siderno poche settimane prima, poi, il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto avrebbe risposto a fine mese al nostro articolo, affermando che il PD e più in generale il centrosinistra dovrebbero smettere di perdere tempo in discussioni sterili, ma ragionare su ciò che è stato fatto di sbagliato e correggere la rotta. Siamo ancora in attesa che questa presa di coscienza avvenga davvero…

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