Monsignor Oliva scrive ai fedeli di Mammola e Platì

Mer, 30/03/2016 - 17:01

Cari fedeli di Mammola,
non potendo raggiungervi personalmente desidero consegnarvi – tramite il parroco - questa mia lettera, offrendovi qualche spunto di riflessione. Siamo al Sabato santo, giorno di silenzio e di sosta davanti al sepolcro di Gesù, in attesa della risurrezione. So che in questi giorni sono tante le tradizioni che vi coinvolgono nel segno della fede pasquale. Le notizie che mi sono pervenute da questa comunità mi preoccupano e addolorano tanto. Mi riferisco ai fatti accaduti la notte scorsa tra il Venerdì Santo e il Sabato Santo: la comunità è stata interessata da più atti vandalici, quali un incendio al portone antico di una famiglia del luogo, già provata in precedenza da altri atti del genere (incendio dell’ingresso del proprio negozio e per ben due volte dell’autovettura ed altri atti intimidatori), l’incendio di un mezzo per il trasporto del pane di una Ditta locale, di un Ristorante, da poco inaugurato, l’incendio dell’ingresso di un bar-pasticceria con la distruzione del gazebo antistante.
Mi chiedo: con quali sentimenti stiamo vivendo il triduo pasquale? E’ questo è il modo migliore di prepararsi alla Santa Pasqua? Quale Pasqua vivranno quest’anno le famiglie colpite da questi atti? E’ il caso di reagire. La comunità cristiana non può assistere indifferente. Vi chiedo come segno di solidarietà di sospendere quest’anno l’azione popolare della “svelata”, che si svolge domani in piazza Ferrari. Un rito del genere che rappresenta l’incontro tra Gesù Risorto e la Madre ha senso solo se è segno di un evento che riconcilia e porta pace e perdono nella comunità.
Carissimi fratelli e sorelle, auguro a tutti una Pasqua che ci liberi da ogni assuefazione col male e con l’indifferenza di fronte ad ogni atto intimidatorio e di violenza. Il Risorto vuole trasmettere una forza nuova, aiutandoci a ribaltare le tante pietre tombali che ci rinchiudono nei nostri egoismi e ci lasciano nelle tenebre, operando a danno dei nostri fratelli e pregiudicando la crescita stessa della comunità civile.
Auguro a tutti di vivere la gioia pasquale nell’incontro col Signore risorto, nostra pace.

Cari fedeli,
uomini e donne di Platì,
non potendo raggiungervi personalmente mi piace farvi pervenire – tramite il parroco - questa lettera di auguri. E’ Pasqua. Il Signore è risorto e con Lui risorge anche la nostra speranza, la speranza in una vita che si rinnova. “Le cose di prima sono passate. Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21, 4-5). Il Signore è capace di fare nuove tutte le cose, di cambiare la nostra storia, di rendere i nostri rapporti più umani e fraterni. Platì, che la storia del passato sembra aver condannato ad essere luogo comune di ‘ndrangheta, deve risorgere. Non è accettabile che questo paese possa essere accostato al terrorismo jihadista. Sbaglia chi preso troppo dalla politica e dimentico delle sue radici, possa affermare in una sede istituzionale qualificata che “il livello di radicamento del terrorismo jihadista a Molenbeeck è come quello della ‘ndrangheta a Platì in Calabria”. Un accostamento del genere non solo è fuori luogo, ma offende una cittadina come Platì, che merita ben altra attenzione per la sua condizione geografica e la povertà del suo territorio. E’ il caso che si parli di Platì venendo incontro ai suoi problemi, garantendone anzitutto il diritto al lavoro.
Voi, carissimi fratelli e sorelle, lasciate alle spalle quel passato che rimane come retaggio pesante che ha reso noto questo paese per vicende non belle. Abbandonare le strade sbagliate, non cercare le soluzioni facili ai propri problemi della vita, e mai per vie illegali, recuperate la bellezza di una fede che vi ha accompagnato in tempi difficili. Il Risorto, che ha veramente conosciuto la morte nella sua carne, è capace di trasmettere a tutti una forza nuova, in modo da ribaltare le tante pietre tombali che impediscono di godere della luce!
Auguro a tutti di vivere la gioia pasquale nell’incontro col Signore risorto, nostra pace.

Francesco Oliva

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