Nel naufragio dell’esistenza trovò un relitto nell’amore

Dom, 14/04/2019 - 17:20

La poesia di Francesco Luigi Errigo muove da un problema umano che viene da lontano, dalla notte dei tempi: giungere a una soluzione accettabile, nella vita, tra come dovrebbe essere il mondo e come, invece, è ridotto dalle nefandezze degli uomini di ogni tempo.
Errigo, originario di Gioiosa Ionica, nel naufragio dell’esistenza trova un relitto, nell’oceano tempestoso, nell’amore. Nulla rimane all’uomo per salvarsi se non questo sublime ed eterno sentimento. Un ‘‘marasma di eventi’’ apporta conseguenze catastrofiche sui valori che rendono degna la vita: l’ipocrisia, la dignità venduta, il male prorompente, l’ingordigia, i blasfemi che pullulano, essere umani ormai trasformati in lupi affamati che dilaniano le malaugurate esperienze esistenziali.
E così Errigo, riferendosi all’amore canta: ‘‘Onda di te mi avvolge / dagli abbracci avuti e ristori’’, e ancora: ‘‘Dimmi come vorresti che ti amassi / che di più bello ti dicessi / nel fascino di quel che vuoi / … Tu che sei alba e luna / nella mia terra di briganti e geni / gabbiana felice nell’azzurro cielo’’.
Il poeta si esprime con un linguaggio che non si allontana dalla comunicazione quotidiana, dando una prova concreta della sua trasparente semplicità, dote essenziale e insostituibile dell’artista che sfugge a ogni vanità intellettualoide. Si tratta di una poetica speculare di come Errigo si atteggia in ogni comportamento nelle sequenze che si succedono nei suoi giorni. Ciò è da mettere in chiara evidenza poiché viene inserito in parentesi un valore al tramonto: l’onestà del pensiero, guida dell’azione umana.
Sintatticamente, l’espressività estetica di Francesco Luigi Errigo si adagia su un illuminismo istintivo fatto proprio non dalla frequenza dei maestri del pensiero filosofico ma, naturalmente, per simbiosi. Quando Errigo si sofferma sulla realtà del nostro tempo lo attua sempre con un fare velato di malinconia collegato alla sua massima aspirazione che è quella di un mondo migliore e più vivibile.

Autore: 
Antonio Floccari
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