Nella Città Metropolitana meno tumori che nel resto d’Italia

Dom, 11/02/2018 - 16:20

Giovedì mattina l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha finalmente presentato, per la prima volta nella sua storia, il report del Registro Tumori. Tali registri sono strutture deputate alla raccolta attiva dei casi di tumore a livello provinciale o regionale e oggi, in Italia, ne sono accreditati 49 che vanno a coprire oltre il 62% della popolazione nazionale (con picchi del 90% proprio nelle regioni meridionali). Si tratta di strumenti di fondamentale importanza per comprendere lo stato di salute della popolazione, che consentono il confronto con altri territori e la verifica dell’evoluzione nel tempo delle patologie oncologiche, costituendo, di fatto, una delle pietre angolari su cui poggia la sanità pubblica per poter mettere in atto interventi mirati non solo in ambito di sorveglianza epidemiologica e prevenzione, ma anche per valutare l’efficacia delle misure terapeutiche e l’impatto degli screening.
L’iter per l’attivazione del Registro nella provincia di Reggio Calabria è stato avviato nel 2013 e, espletate le procedure necessarie all’assegnazione di risorse strumentali e umane, ha garantito l’avvio delle attività di registrazione già nel 2014. In questi tre anni, l’ASP ha messo in campo enormi sforzi al fine di rendere tempestive le pubblicazioni dei dati, soddisfacendo così al meglio le richieste informative che provengono dal mondo scientifico, dagli Enti politici e dai cittadini.
Il report presentato giovedì mattina costituisce dunque un punto di partenza che potrà fungere da strumento di confronto per ogni successiva misurazione. È relativo alla diagnosi di vare tipologie tumorali e ai casi di mortalità per tumore maligno nel triennio 2010-2012, costruendo così un trend temporale di incidenza e mortalità utile ad analizzare l’andamento della patologia tumorale nella nostra provincia ma anche di fare confronti geografici con le diverse macroregioni italiane.
All’interno del report, per come riportato anche durante la conferenza stampa tenuta dal Direttore Generale dell’ASP RC Giacomino Brancati e dal Prefetto di Reggio Michele Di Bari, si afferma che nel lasso di tempo preso in esame sono stati diagnosticati 8.155 nuovi casi di tumore maligno (su una popolazione approssimativa di 552mila abitanti) dei quali il 55,2% tra gli uomini e il 44,8% tra le donne. A questi si aggiungerebbero 1.611 casi di persone affette da neoplasie (ovvero la produzione abnorme di cellule derivata dall’entrata in contatto dell’organismo con alcune tipologie di batteri) la cui raccolta è ancora considerata opzionale secondo gli standard internazionali. I tumori più frequentemente diagnosticati nella nostra provincia nel lasso di tempo preso in esame sono il tumore alla prostata per gli uomini e quello alla mammella per le donne, con un 48,7% dei casi che si presentano in soggetti con oltre 70 anni. Il dato indubbiamente confortante è che, considerato il numero complessivo di tumori diagnosticati nella nostra provincia, il tasso di incidenza risulta significativamente inferiore rispetto a quelli della media nazionale (-15%) e perfino della media meridionale (-5% tra gli uomini e -4% tra le donne).
Per ciò che concerne la mortalità, invece, i casi sono stati 3.868, dei quali il 59,8% tra gli uomini e il 40,2% tra le donne, mentre le patologie più mortali sono, in questo caso, il tumore del polmone per il genere maschile e sempre quello alla mammella per il genere femminile. Anche per i casi di mortalità, fortunatamente, il nostro territorio si pone statisticamente al di sotto sia della media nazionale (-12%) sia di quella meridionale (-8% tra gli uomini, -13% tra le donne).
Ai dati confortanti relativi all’intero territorio fanno da contraltare quelli relativi alle micro aree. Quello ionico, infatti, è il terzo distretto per incidenza tumorale all’interno dell’ambito di competenza dell’ASP RC (con i suoi 315,5 casi ogni 100mila abitanti segue solo il distretto di Reggio Calabria e quello tirrenico), con un significativo eccesso di tumori del parenchima renale (+64% rispetto alla media territoriale) e della tiroide (+26%), dati che rendono la provincia di Reggio Calabria sede di alcune aree di eccesso di mortalità rispetto alla media regionale.
La condizione evidenziata, conclude tuttavia il report, non descrive una condizione di allarme, considerato il rapporto per difetto che mantiene con la media italiana.
Piuttosto le analisi suggeriscono la necessità di un monitoraggio continuativo e sistematico in modo tale da poter avere, con i report dei prossimi anni, dati attendibili relativi all’andamento tumorale nel nostro territorio, avviando così un programma di prevenzione mirato che si premuri di abbattere i dati relativi non solo alla mortalità, ma anche all’emergere tendenzialmente più frequente delle patologie neoplastiche che, fortunatamente non portano al decesso del paziente.

Autore: 
Jacopo Giuca
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