Nico D’Ascola: “La sanità andrebbe restituita allo Stato”

Mar, 31/10/2017 - 10:20

COMUNICATO STAMPA - “La sanità moderna sa bene che al di sotto di una certa soglia di attività quantitativamente definite la divisione ospedaliera è altamente inefficiente se non addirittura pericolosa”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola al convegno “Sistema Sanitario nel Sud Italia” . “La sanità andrebbe restituita allo Stato. Il titolo del convegno, la sanità nel Mezzogiorno, è dimostrativo di quella inevitabile discriminazione che consegue all’ attribuzione dei poteri legislativi anche alle Regioni particolarmente deboli come quelle meridionali. Un livello di indebitamento così forte con un correlativo simmetrico livello di inefficienza nell'assistenza sanitaria è dimostrativo dello sperpero. Il cittadino deve diventare un controllore serio. Il cittadino – prosegue D’Ascola - non può pensare di essere un soggetto estraniato da questo contesto, ma deve esercitare i diritti che la Costituzione gli attribuisce. Andrebbero organizzate le categorie generali regolative della sanità come l’uguaglianza, perché è necessario capire che la gente va trattata bene e vanno trattati tutti alla stessa maniera. La sanità è un bene giuridico rispetto al quale la differenziazione è soltanto una discriminazione. Dobbiamo capire che quello della sanità non è il contesto delle clientele politiche che hanno determinato tutto quello che ci siamo trovati dinanzi”. Il presidente ha poi aggiunto: ”Il pay back è una disposizione importante perché stabilisce in capo alle aziende farmaceutiche l'obbligo di restituzione del 50% della quota di superamento del tetto per la spesa farmacologica e sanitaria all'interno degli enti ospedalieri. C'è, inoltre, una grossa aspettativa riguardo alla cosiddetta piramide dei ricercatori. Abbiamo un sistema sanitario che su questo versante è fortemente squilibrato, perché non forma ricercatori specificatamente dedicati alla materia della sanità. Mi auguro che il dibattito parlamentare, ma soprattutto le disponibilità che devono essere cercate sul piano della necessaria copertura finanziaria possano metterci alla pari con gli altri paesi. Quello della ricerca scientifica è un problema importante, anche riguardo agli sbocchi da dare a coloro che intendono dedicarsi a settori di questo genere. Questo costituisce una tappa necessaria – conclude il presidente - per la realizzazione di un sistema che anche sul versante della ricerca aumenti il versante della qualità dell’assistenza sanitaria”.

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