Nicolò: "Detassare per 10 anni imprese del settore agricolo e turismo"

Lun, 24/09/2018 - 19:00

In occasione della manifestazione Atreju, il consigliere regionale Alessandro Nicolò, che ha preso parte ai lavori del tavolo “Riforme”, ha depositato agli atti una relazione contenente delle proposte di riforma inerenti alla “Detassazione totale per imprenditori per l’avviamento di attività nei settori agricoltura e turismo” e la “Rivisitazione del sistema universitario”. Nel rilanciare “la priorità di riforme strutturali quale percorso da privilegiare per far ripartire il Paese rispetto ad una situazione di stagnazione e ai dati sul Prodotto interno lordo”, l’esponente di FdI ha auspicato “il varo di politiche espansive che rimettano in moto i processi produttivi e finanziari dentro un quadro di sostenibilità economica che non può discostarsi, se non lievemente, dai paletti fissati dall’austerity europea”. “Occorre bloccare la spirale che soffoca lo sviluppo e che rischia di inchiodare l’Italia ed in particolare la Calabria e le regioni del Mezzogiorno alle condizioni di sofferenza economica attuale, allontanando sempre piu’ – ha aggiunto – l’interesse degli investitori e mettendo in ginocchio il sistema delle piccole e medie imprese che rappresenta il tessuto produttivo del Paese nonche’ espressione del made in Italy all’estero. E’ necessario dunque – secondo Nicolo’ tracciare una rotta: l’Italia dovra’ da un lato, investire maggiormente su istruzione, universita’ e cultura; dall’altro, servira’ introdurre misure a sostegno dell’agricoltura e del turismo, settori che dovrebbero eccellere per la particolare caratterizzazione del Paese”. Rispetto al sistema universitario italiano, il consigliere regionale dice : “Per come concepito, e’ fin troppo escludente, non concedendo allo studente la possibilita’ di ‘rimettersi in carreggiata’ nel corso dell’anno in considerazione del costante processo di maturazione che interessa particolarmente i giovani, finendo cosi’ talvolta con il penalizzare capaci e meritevoli”. Nicolo’ chiede una “rivisitazione complessiva sull’accesso alle universita’ a numero chiuso nell’ottica di una maggiore garanzia di pari opportunita’, meritocrazia e promozione delle potenzialita’ dei futuri professionisti per una formazione che sia apprezzabile e spendibile in un contesto globale. Una proposta di riforma – dice Nicolo’ – basata su selezioni periodiche inerenti materie qualificanti – anche rispetto alle motivazioni e alla vocazione – e non un blocco in partenza che potrebbe pregiudicare l’evoluzione del percorso formativo e professionale. Il quiz, con l’inserimento delle crocette, non e’ sicuramente il metodo in grado di valutare la complessita’ del sapere ne’ di certificare in maniera esaustiva il livello di conoscenza”. In merito ad altri profili “nevralgici per lo sviluppo dell’Italia”, Alessandro Nicolo’ ha indicato “la detassazione totale per gli imprenditori che avviano un’attivita’ nei settori ‘agricoltura’ e ‘turismo’. Considerata l’alta vocazione turistica nonche’ una economia basata prevalentemente sull’agricoltura – ha concluso – serve detassare totalmente per i primi 10 anni gli imprenditori operanti in questi ambiti che avviano la propria attivita’ favorendo processi occupazionali”.

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