Nicola Fragomeni, il sidernese da 6 anni sindaco in Veneto

Dom, 11/11/2018 - 18:20

Un sidernese è diventato il punto di riferimento per gli abitanti di Santa Maria di Sala, paese della città metropolitana di Venezia di 17.680 abitanti, essendone sindaco dal 2012. In questi anni ha dimostrato di essere uno dei pochi che ha messo da parte le parole per concentrarsi solo sui fatti. Nato nel 1961 a Siderno, ma emigrato con tutta la sua famiglia in Veneto nel 1968, passo dopo passo ha costruito la sua strada fino a diventare un uomo molto apprezzato e stimato.
Che ricordi ha dei suoi anni trascorsi a Siderno?
Fino all’età di sette anni sono stato a Siderno. Ricordo ancora il professore Ricupero che ci insegnava con amore, i miei compagni di classe a cui sono tutt’oggi legato.
Quale motivo ha spinto la sua famiglia a emigrare?
Eravamo una famiglia di sei persone e la macelleria di papà non riusciva a mantenere tutti, così mio padre insieme a suo fratello Domenico sono venuti in Veneto a lavorare con l’intercessione di Don Giuseppe, allora parroco di Siderno Superiore.
Prima di intraprendere la carriera politica lavorava nell’impresa di famiglia? In quale ruolo?
Prima della politica, ho lavorato per 25 anni nell’azienda di famiglia, indirizzata nel ramo tessile, con il ruolo di amministratore.
Poi nel maggio del 2012 è stato eletto sindaco nelle liste del centro-destra. Che emozione ha provato quel giorno?
Il giorno dell’elezione a sindaco ero incredulo ed emozionato. Mi ricordo che tutti mi abbracciavano e si congratulavano. A un certo punto, dopo un’ora dall’avvenuta elezione, ho deciso di lasciare tutti in piazza per fare un break di un quarto d’ora. Lo scopo era quello di ritornare a casa per abbracciare mia madre e soprattutto mio padre di 94 anni che non stava bene. Papà in quell’occasione, tanto era l’orgoglio di aver visto eletto Sindaco un figlio in una comunità non sua, che si espresse con queste parole: “Adesso Signore mi puoi chiamare.” Queste parole rimarranno scolpite nella mia mente per sempre. In seguito, ho ricevuto telefonate da tutti i miei parenti e amici da Siderno: Franco, Edoardo, Salvatore e tanti altri che ritrovo ogni estate.
Com’è nata la passione per la politica?
La passione per la politica è scattata nel 1994. Berlusconi quando scese in campo mi folgorò. Ho cominciato a pensare seriamente che avrei potuto dare il mio contributo per migliorare il mio paese. Ho amato da subito la materia e mi sono presentato nel 1995 come consigliere comunale. Sono stato eletto e mi hanno assegnato l’assessorato alle attività produttive e la carica di Vice Sindaco.
Non è il tipo che rinnega le sue origini. Saprebbe dirmi i punti di forza del nostro Paese e dove si dovrebbe intervenire per migliorarlo?
Ogni estate ritorno a “far benzina” a Siderno. Una carica che mi dura tutto l’anno. Qui trovo la pace, il mare, gli amici e l’amore della famiglia che è il senso del nostro stare insieme. Quando arrivo a Siderno scopro sempre delle migliorie. Quello che ho più apprezzato è stata la raccolta differenziata porta a porta. C’è molta strada ancora da fare, ma bisogna riconoscere all’amministrazione passata la grande volontà di voler invertire la marcia per ciò che riguardava l’area dei rifiuti buttati dappertutto. È stato un bel biglietto da visita. Uno dei punti nevralgici in cui bisogna intervenire sono proprio le immondizie lasciate per settimane intere sulla nostra bella spiaggia. I turisti se ne accorgono immediatamente. Occorre migliorare, il lungomare va sistemato e penso sia solo un problema burocratico e di tempo. Ma andrà a posto meglio di prima. Di questo ne sono sicuro!
Cosa vorrebbe dire a Pietro Fuda in seguito al commissariamento del Comune e cosa pensa del suo operato in questi 3 anni da Sindaco di Siderno?
Ho avuto modo di conoscere l’onorevole Pietro Fuda e penso sia molto competente e si relaziona molto bene con gli enti Sovracomunali. Gli vorrei ribadire i miei complimenti e la raccomandazione di non mollare. Deve riuscire a formare nuovi giovani onesti e trasparenti come lui che possano e sappiano prendere in mano le redini di questo bellissimo Comune.
Nel 2017 è stato rieletto sindaco. Quali obiettivi si è prefissato per questo secondo mandato?
Mentre nel 2012 ho vinto per una manciata di voti sul Sindaco uscente (31); nel 2017 ho avuto un distacco di oltre 4000 voti (il 40%) rispetto alla lista antagonista. Mi sono preso l’impegno di effettuare un’opera all’anno in ogni frazione, che sono in tutto cinque.
Quali sono i progetti realizzati in questi anni da Sindaco di cui va particolarmente fiero?
In questi anni ho effettuato la messa in sicurezza nei centri di due frazioni molto popolate (abbiamo rifatto e rivisitato l’urbanistica, l’arredo urbano e la viabilità); ampliato le scuole medie con ulteriori 10 grandi aule tecnologicamente all’avanguardia; costruito una nuova scuola materna pubblica; recuperato una parte della nostra villa Farsetti, fiore all’occhiello di Santa Maria di Sala; ridotto il debito pubblico da come l’ho trovato (da 9.200.000 a 5.800.000). In questo mandato devo abbatterlo ulteriormente portandolo sotto i due milioni. Con questo trend lasceremo alle nuove generazioni che crescono un Comune virtuoso e solido che non pagherà interessi passivi togliendo risorse alla parte corrente del bilancio pubblico (che ha tanto bisogno) e che servono soprattutto ad aiutare la gente e le persone in difficoltà.
Quest’anno ha ottenuto che il Gran Giro d’Italia passasse da Santa Maria di Sala. Quali vantaggi ci saranno per la sua città?
Il Giro d’Italia arriverà dalla montagna di Valdaora (Dobbiaco) a Santa Maria di Sala. È un evento storico che ci vedrà impegnati tantissimo, creando molte aspettative ed entusiasmo. Ci saranno novecento testate internazionali accreditate, 198 paesi collegati attraverso 18 network televisivi, più di 800 milioni di telespettatori. Col Giro, Santa Maria di Sala, sarà protagonista di uno degli spot più efficaci che un territorio possa avere dal punto di vista sportivo, commerciale e turistico.
Esiste oggi un politico capace di fare il bene dell’Italia?
Per ciò che riguarda il futuro politico in Italia non ho molte persone che mi piacciono. Ma prego Iddio affinché possa illuminare le menti e i cuori dei nostri attuali governanti, in questo contesto storico che stenta a decollare come dovrebbe e meriterebbe.
Perché i suoi compaesani l’ammirano tanto?
Credo che i miei compaesani mi vogliano bene perché io ne voglio a loro. Non è retorica, lo hanno capito sul serio. Quando vado in giro per le frazioni ci sono tante persone che mi abbracciano e a volte non so chi siano… ma loro hanno compreso che, in caso di bisogno, io mi faccio in quattro per aiutarli.
Quali sono i suoi punti di forza?
I miei punti di forza sono le mie radici, la mia famiglia, l’amore e l’amicizia sincera che ho coltivato in questi anni con questi ragazzi e ragazze straordinari che sono la mia squadra di Governo che hanno condiviso con me il sogno di cambiare il nostro Comune.

Ecco un altro calabrese che è stato capace di farsi apprezzare fuori dal nostro territorio. Ecco un altro calabrese che ama e rispetta la sua terra. E forse, se iniziassimo tutti a parlare della Calabria in questi termini, renderemmo questo lembo di terra il più bello di tutti.

Autore: 
Rosalba Topini
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