Noblesse Oblige

Lun, 31/08/2015 - 18:25

L’altra sera a Mammola, mercoledì 19 agosto, è stato presentato il libro di Domenico Angilletta, Il Profumo dei tigli. Per rispettare tale evento, il sindaco in carica Antonio Longo, si dice al suo ultimo mandato, ha dovuto anticipare il consiglio comunale, poiché su richiesta straordinaria il Prefetto aveva ordinato una riunione straordinaria e proprio a quell’ora. Il programma è stato comunque rispettato e alle 19 in punto il relatore G. Pittari, dopo i saluti del Sindaco ha parlato dei contenuti del romanzo di Angilletta: il tempo, la felicità, l’amore. Ottima presentazione se il relatore a volte non fosse stato prolisso. A leggere alcune pagine del romanzo è stata invece Chiara Femia e come al solito questa attrice non si smentisce mai: bravissima La platea era piena, prevalentemente ex-compagni di scuola, amici con cui l’autore ha condiviso tanti momenti della sua adolescenza, ex-alunni ormai divenuti apprezzati professionisti e anche conoscenti di lunga data e mentre chiedevano la dedica e si accingevano a pagare il libro - una sciocchezza ad onor del vero (10 euro) - l’autore ha detto che il libro era omaggio all’Amministrazione spiegandone le ragioni. La prima era quella che trattandosi di ex-alunni non poteva farlo, perché lui sino ad oggi ha sempre vissuto di insegnamento. La seconda era che l’amministrazione Longo, già a suo tempo era stata molto generosa con lui acquistando diversi volumi del libro, Castelli Chiese ed Abbazie, libro tra l’altro finalista al premio “A. La Torre” nell’edizione del 2009, proprio nella nostra città, Siderno, mentre la sua città di origine non ne ha comperata una e l’altra cittadina che si fregia di essere uno dei borghi più belli d’Italia gli ha addirittura, nella figura del primo cittadino dell’epoca, non pagato, trenta copie (il libro notoriamente costa 24 euro). Va ribadito, pur tuttavia, che non per questo l’autore ha perso l’amore per quel borgo e non per questo egli si risparmia di visitarlo ogni volta che se ne presenti l’occasione, e non per questo a smesso di stimare delle belle dignitose persone che ne hanno dato e ancora dànno lustro, come il Sen. G. Fimognari e gli Scaglione, anzi. La terza e la più valida era la nonna paterna dell’autore, Maria Concetta Ferraro, moglie di suo nonno Rocco Raffaele, era nata e cresciuta a Mammola e apparteneva a un nobile casato di antica data: i Capitanello, l’autore di quel côtè ne è molto orgoglioso. È proprio il caso di dire: noblesse oblige.

Autore: 
Romualdo Salerno

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