Omicidio di un sidernese in Spagna: Davide sarebbe stato tradito da un’amica

Mer, 19/12/2018 - 12:00

Era una vecchia amica di Davide Fervorini, con cui aveva mantenuto una relazione anche se non erano mai diventati una coppia stabile. Secondo le autorità spagnole è questo l’identikit della basista del gruppo criminale smantellato dalla polizia nazionale e responsabile dell'omicidio del genovese di origini sidernesi avvenuto lo scorso settembre a Gran Canaria. In seguito ai cinque fermi della scorsa settimana, gli agenti hanno proceduto nelle ultime ore ad arrestare due altre persone implicate nel crimine, che dovranno adesso rispondere di omicidio, aggressione e adesione a un gruppo criminale costituitosi per scopo di rapina. Gli amici di Fervorini sapevano della presenza di questa donna, che tuttavia nulla avrebbe a che fare con la ragazza con cui l'italiano aveva appena intrapreso una relazione stabile. Proprio uno degli amici di Fervorini, anzi, nella giornata di ieri si sarebbe avrebbe raccontato agli inquirenti molti particolari legati all’omicidio, raccontando che a Davide erano appena stati corrisposti 9mila € derivati dalla vendita di una partita di cannabis legale con i quali il genovese aveva già detto di voler imprimere una svolta alla propria vita, programmando di trasferirsi a Vecindario, dove la sua ragazza vive. Tuttavia, da martedì pomeriggio, data in cui sarebbe dovuto partire, di Davide si sono perse le tracce, evenienza che colloca l’aggressione tra lunedì 10 e martedì 11 settembre, quando un gruppo criminale lo avrebbe brutalmente pestato per sottrargli i soldi che teneva nella sua casa di Gran Canaria. I componenti dell'organizzazione avrebbero conosciuto bene i movimenti dell’uomo grazie alle informazioni passate dalla donna arrestata la scorsa settimana, che  per gli inquirenti avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale nella rapina e nel successivo crimine. Il cadavere, ritrovato il 15 settembre a Barranco Seco, è stato identificato solo grazie al riconoscimento di alcuni tatuaggi e ai solleciti del legale della famiglia Giuseppe Maria Gallo, battutosi fin dal primo momento per abbreviare i tempi della burocrazia.

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