Pero greco di Motticella

Lun, 27/05/2019 - 17:40
I frutti dimenticati

Una decina di anni addietro, Mico Marino ex insegnante di educazione artistica, bravissimo acquarellista con un passato abbastanza interessante, in quanto aveva lavorato nel campo dei fumetti con una società editoriale francese e con la casa editrice di Sergio Bonelli, che gli dedicò una scheda su Tex Willer, più di trent’anni addietro, reduce da un viaggio in Grecia, ritornò nella sua Motticella, risiede ad Imperia, con degli innesti custoditi in una borsa termica, accuratamente avvolti in pezzetti di plastica nera, della varietà di un pero.
Esso avrebbe dato dei frutti dal gusto sublime, secondo il suo punto di vista, superiori a tutti gli altri che si riscontrano nel territorio della Locride che possiede una vastissima gamma di peri dai frutti dal gusto interessante.
Personalmente fui contento del suo giudizio sul pero greco, in quanto considero la Grecia la nostra madrepatria, a cui ci legano tante tradizioni e tante essenze arboree che arricchiscono il nostro territorio, tra cui la ricchissima famiglia delle viti malvasie.
Egli cominciò ad effettuare degli innesti nei campi o orti di amici e parenti, utilizzando solamente l’innesto a triangolo, che è una sua specialità e che attecchisce solo se viene effettuato alla perfezione, quindi è da specialisti.
Utilizzò per le operazioni d’innesto un coltello preziosissimo che aveva pagato 90 euro, simile a quelli usati dai vivaisti liguri ed effettivamente tutti gli innesti portati a termine ebbero successo.
Aveva effettuato degli innesti anche in un campo di suo nipote Bruno Speranza che vive sulla Riviera di Ponente, in Liguria a cui ogni tanto procuravo degli innesti di piante del nostro territorio.
Aspettai con ansia il tempo dovuto e dopo appena un anno la pianta innestata nel mio campo cominciò abbastanza precocemente a produrre dei frutti; evidentemente egli aveva scelto dalla pianta madre delle marze “ fruttanti” ossia non dello stesso anno, ma di quello precedente con le gemme propense a fiorire, che si riconoscono in quanto sono appuntite.
A tempo dovuto, all’incirca alla fine di Giugno, assaggiai una pera e la trovai squisita e molto aromatica e allora cominciò un dialogo a tre , ossia tra Mico Marino, tra suo nipote Bruno e me, sulle pere più belle e più buone.
L’acquerellista sosteneva che i frutti del pero greco fossero insuperabili, io replicavo che le pere della  varietà Angelica o Degli Angeli fossero deliziose e secondo il mio punto di vista la varietà poteva essere giudicata migliore per qualità dell’altra e di tutte quelle del territorio, Bruno Speranza  fu equidistante affermando che ambedue erano molto interessanti, le migliori che avesse potuto analizzare in Calabria ed in Liguria, tanto più producevano dei frutti molto aromatizzati e fatto molto importante, non erano attaccati dalle mosca della frutta, in un periodo in cui essa è presente.
Probabilmente il profumo  accentuato che caratterizza le due varietà, sconcerta molto le mosche stesse, per cui le pere permangono  intatte per tutto il periodo della produzione e questo potrebbe essere un grande vantaggio per i consumatori, nel caso che le due varietà fossero diffuse.
A questo punto, continuando la diatriba, Mico volle puntualizzare che del nostro territorio le pere migliori in assoluto fossero quelle della varietà Melone o Conte che era appannaggio solo del territorio che va da Staiti a Caraffa del Bianco; aggiungeva che forse essa è la migliore del mondo, con il suo gusto pieno ed inebriante.
Intanto io mostravo in giro le pere greche e delle persone, nell’area che va da Guardavalle a Soverato  hanno affermate che tale varietà esisteva con un nome diverso, e ciò conferma ancor di più la vicinanza anche  per le essenze arboree, della Calabria con la Grecia; spero che arrivino delle indicazioni in tal senso.
I frutti di tale varietà sono  caratterizzati da un aspetto strano, con una forma molto appiattita ai poli, dotati di piccioli carnosi che addirittura si possono consumate assieme al resto; sono di pezzatura media e a maturazione sono contraddistinti da un giallo oro.

Autore: 
Orlando Sculli
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