Pero Moscatello di Locri

Lun, 26/11/2018 - 13:00
I frutti dimenticati

Certamente il fatto che il pero fu sin dall’antichità classica uno dei pochi alberi da frutto disponibili, si ricorda a tal proposito che le specie da frutto erano limitate rispetto ai nostri tempi, ha contribuito alla sua diffusione massiccia in tutto il territorio della Calabria e nello stesso tempo anche in altre aree geografiche con le stesse caratteristiche climatiche.
All’interno poi della provincia di Reggio, nella Locride, che va da Monasterace a Palizzi, si riscontra un’abbondanza stupefacente di peri, e talvolta un tipo di pero, è strettamente confinato, chissà da quanto tempo, in un ristretto territorio che corrisponde a quello di un comune.
Poche varietà, talvolta le meno pregiate, sono diffuse stranamente, in ambiti diversi e su vasti territori.
Questo capita ad esempio per la varietà Spinella che è presente in una vasta area che va quantomeno dalla Locride meridionale, alle porte di Reggio nonostante che i frutti che offre non siano eccezionali.
Ci sono poi varietà denominate allo stesso modo, ma che poi risultano diverse le une dalle altre, come potrebbe essere il caso delle Maiatiche di Motticella che sono diverse da quelle di Ferruzzano, oppure le Maluni di Careri che sono differenti da quelle di Staiti.
Tale abbondanza fu determinata dal fatto che sul territorio della Calabria o di tante regioni d’Italia bagnate dal mare, ma a clima mediterraneo, ci siano state da sempre i peri selvatici o perastri, che nascono spontaneamente, veicolati dagli uccelli.
Essi sono presenti ed utilizzati come portainnesti, anche nella  Liguria occidentale e su tutta l’area della Costa Azzurra in Francia e naturalmente in tutti i paesi mediterranei ed ovviamente anche in Grecia dove il perastro è abitualmente usato come portainnesto da sempre.
Un’altra particolarità del perastro è costituito dal fatto che esso cresce preferibilmente nelle aree argillose ed addirittura in quelle ad alto tenore d’argilla; è  più raramente presente nei terreni sciolti.
Se andassimo ad analizzare i peri più longevi, talvolta di centinaia di anni, ci accorgiamo dalla linea d’innesto, che essi sono stati innestati su perastri; infatti, sotto la linea talvolta spunta il selvatico.
Fino alla metà degli anni settanta del 900, quando cominciarono gli incendi devastanti nei campi abbandonati degli emigrati, erano visibili peri dal tronco di 90 cm di diametro e passa, che testimoniavano l’importanza di tale varietà di frutto nell’economia della famiglia contadina nel nostro territorio.
Ora naturalmente la sua funzione è nulla ed appena marginale e semmai, quando si cerca di innestare qualche varietà si va alla ricerca di qualcuna ottima da consumare, senza più pensare ad un’utilità che potrebbe derivare a favore di animali, come capitava per il passato.
Di conseguenza le pere che venivano usate per preparare le pere secche, prevalentemente aspre, si vedono sempre di meno in giro e rischiano più di altre di scomparire.
Naturalmente questo rischio forse non lo corrono le varietà denominate moscatelle, che variano da un posto all’altro della Calabria e sono tutte quante eccellenti.
Così offre pere belle da vedere e ottime da consumare il Moscatello di Motticella, frutti che sembrano di marzapane , dal sapore delizioso ,il Moscatello presente dall’area di Gioiosa fino alla parte più meridionale della provincia di Catanzaro, mentre evidenzia un altro aspetto la varietà evidenziatami dall’ex dirigente amministrativo Arturo Rocca di Locri in un podere della sua famiglia in contrada Mantinea di Locri.
Restai stupefatto quando sentii tale denominazione per una contrada di Locri, in quanto tale località in Grecia non faceva  parte dell’area di provenienza degli antichi coloni locresi che venivano da zone a nord e a ridosso dell’istmo di Corinto.
Infatti Mantinea era una città importante dell’Arcadia, regione montuosa al centro del Peloponneso, dove nel passato ci furono svariati scontri militari, mentre la più famosa battaglia  fu quella combattuta sull’altipiano di Mantinea appunto nel 362 a.C. tra le truppe tebane e i suoi alleati da una parte, gli ateniesi e spartani, assieme ad altre città, dall’altra.
L’esercito tebano era guidato da Epaminonda che utilizzò con successo per la seconda volta lo schieramento obliquo, la prima volta l’aveva sperimentato a Leuttra, ossia le schiere presentavano un prolungamento compatto sulla sinistra, con il restante schieramento a scalare sulla destra .
Succedeva che durante lo scontro le schiere nemiche avanzavano velocemente in avanti sulla parte obliqua dello schieramento avverso, perdendo la compattezza, mentre dalla parte avanzata della sinistra di colui che aveva predisposto lo schieramento obliquo, partiva l’aggiramento delle truppe che si erano spinte disordinatamente in avanti.
Probabilmente diedero il nome alla contrada dei coloni di Mantinea che lasciarono l’Arcadia, dopo la caduta di Corone e Modone in mano ai turchi nel XVI secolo .
Quindi il moscatello di contrada Mantinea appare elegante e soffuso di giallo e rosato, segnato da puntini avana; è elegante e di media pezzatura.
Matura tra la fine di luglio e la prima decade di agosto offrendo con la sua polpa candida e succosa, un sapore leggermente aromatico.
La stragrande maggioranza delle pere, risulta immune dagli attacchi della mosca della frutta, per cui arriva intatta alla maturazione.

Autore: 
Orlando Sculli
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