Pessima prova

Dom, 30/11/2014 - 10:30
Nessun consigliere alla Regione: alla Locride non resta che piangere

“C’era una volta…la Locride…. un terra che s’è battuta con tenacia per rialzare la testa! …”

L’abbiamo vista reagire come un solo uomo a Platì ferita dalla criminalizzazione di massa. A Monasterace quando qualcuno ha messo fuoco alla farmacia del sindaco.

L’abbiamo vista in piedi dinanzi al ministro dell’interno o al capo della polizia., senza abbassare gli occhi dinanzi ad alcuno.

L’abbiamo visto a Polsi all’indomani di Duisburg.

L’abbiamo vista aggregarsi intorno ad un progetto di sviluppo ed ad una Idea alta di se stessa.

Una Locride capace di rialzare la schiena dinanzi agli oltraggi alla Costituzione ;ai  consigli  comunali arbitrariamente  sciolti per mafia o all’esercizio della giustizia sommaria senza alcun rispetto verso la sacralità della persona umana.

L’abbiamo vista contestare Scopelliti quando veniva osannato e, successivamente reagire con fierezza alle offese.

Quella Locride non esiste più ed oggi è ritornata ad essere una mera “espressione di carta geografica.”

Le elezioni regionali sono state il canto del De Profundis!

Una terra che conta il 10% della popolazione della Calabria non  sarà presente nel consiglio regionale.

“Vuolsi così, colà dove si puote ciò che si vuole..e più non dimandare”. Non domandiamo, ma ragioniamo.

Nessun eletto!

E  se anche ci fosse stato qualcuno ? Molti hanno tentato l’avventura con lo stesso spirito con cui si acquista un biglietto al superenalotto.

Non si va in consiglio regionale (né in Parlamento, né in consiglio provinciale) a rappresentare solo se stessi !Non serve! Non è servito in passato, non servirebbe oggi! Perdonerete questa intrusione di carattere personale. Quando i dirigenti del Pd, nella primavera scorsa, mi hanno contattato per una candidatura alle regionali non ho esitato un solo attimo a rispondere: “..mi sentirei onorato e gratificato da una candidatura che va oltre ben oltre i miei meriti, ma potrei accettare solo dopo un confronto capace di coinvolgere i democratici, e non solo, dell’intera zona Jonica.”

Qualcuno mi ha guardato come un marziano. Ed ha avuto ragione.

Ormai non si cerca una idea, una storia, un progetto, un movimento ma semplicemente un candidato!

Tra gli eletti in provincia di Reggio c’è un eletto, persona rispettabilissima, ma che è stato consigliere provinciale con la maggioranza di sinistra che ha sostenuto Morabito, si è successivamente candidato con una lista civica di centro, al ballottaggio ha invitato a votare a destra. Oggi è eletto consigliere regionale a sinistra.

Questo modo di far politica ha scavato un baratro con la gente che infatti non è andata a votare.

I partiti hanno chiuso i battenti, al loro posto ci sono delle informi aggregazioni che contengono tanti comitati elettorali quanti sono i candidati “forti”. Piccoli scambi di favori che hanno ucciso ed uccidono la politica.

Così oggi la Locride appare ripiegata su se stessa, il popolo sdegnato e sfiduciato, il risultato è catastrofico : la maggioranza assoluta dei cittadini non è andata a votare!

Se aggiungiamo le schede bianche e nulle, si scoprirà che nella Locride ha votato solo una  piccola minoranza..

Eppure recarsi alle urne non avrebbe avuto alcun costo ! Questo, solo apparentemente, perché, in realtà, votare senza convinzione equivale a svendere la propria dignità, a trasformare se stessi in merce di scambio. In questi casi, il voto costa così tanto che la maggioranza assoluta dei cittadini calabresi ha voluto che si sapesse della loro scelta di non recarsi alle urne.

Avrebbero potuto annullare la scheda o deporla bianca

Invece no! Chi s’è astenuto non ha voluto coprirsi dietro l’anonimato. Ha preteso di  firmare la propria rabbia e la propria sfiducia verso una “casta” che considera responsabile dei disastri che ci circondano.

La “casta” dei vitalizi, degli stipendi stratosferici dei dirigenti regionali, dei grandi e piccoli interessi che intorno alla regione ruotano e di finanze regionali vivono ha accompagnato il precorso.

La campagna elettorale, come abbiamo più volte rilevato, è stata fredda distaccata, senza un Progetto, senza una Idea né della Calabria, né della Locride!

L’unico circuito che s’è messo in moto è stato quello delle promesse personali, l’unico canale aperto è stato quello clientelare. Una “dirigenza indigena” con una aspirazione di essere coloni altrui e con comportamenti mercenari ha subito abboccato all’amo. La gente comune ha dimostrato più dignità!. Quelli che non sono andati a votare sicuramente hanno sbagliato ma i partiti non hanno lasciato loro altra scelta. A dire il vero parlare di partiti nella Locride è un eufemismo in quanto tutti , o quasi, hanno dimostrato la loro assoluta inconsistenza.

Che fare? Verrebbe da rispondere con il titolo di un bel film di Troisi “Non ci resta che piangere”.

Invece dobbiamo tenere gli occhi asciutti e la schiena dritta, consapevoli che come diceva il nostro grande Edoardo “a ddà passà a nuttata”. Magari molti di noi non vedranno l’alba, ma siamo un popolo forte che ha superato prove ben più difficili e la nottata passerà!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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