Pietro Fuda: “I cittadini devono avere più fiducia nella politica”

Dom, 04/06/2017 - 17:19
Il 31 maggio l’Amministrazione Fuda ha compiuto due anni. Senza soffermarci sulle difficoltà politiche alle quali in questo periodo la giunta comunale di Siderno è andata incontro, abbiamo sfogliato assieme al Sindaco Pietro Fuda il programma elettorale diffuso nella primavera del 2015, chiedendogli di raccontarci punto per punto quale sia lo stato dell’arte degli impegni presi durante la campagna e quali siano le prospettive future della nostra città.

Mercoledì scorso l’Amministrazione Fuda ha compiuto due anni. In questi 731 giorni (il 2016 è stato bisestile) sono stati molti i cambiamenti ai quali Siderno è stata soggetta ma, nonostante una serie di oggettive difficoltà, non si può non riconoscere all’Amministrazione di essersi impegnata nel tentativo di realizzare tutti i punti del programma presentato agli elettori.
Proprio sfogliando il programma elettorale diffuso nella primavera del 2015 abbiamo incontrato il sindaco Pietro Fuda, chiedendogli di illustrarci a che punto sono gli impegni che erano stati presi allora e di accennare alle prospettive future della nostra città.
«La nostra Amministrazione ha puntato fin dal primo momento sulla crescita sociale, economica, culturale e ambientale del paese - ha esordito il primo cittadino - e ha sempre avuto l’intento di raggiungerla attraverso progetti che garantissero alla nostra comunità un futuro migliore. Per vedere quanto ci siamo adoperati in questa direzione basta controllare quanti bandi la Stazione Unica Appaltante Provinciale ha pubblicato in relazione al nostro comune negli ultimi due anni, ma andiamo con ordine.
«Il primo obiettivo dichiarato del nostro programma, non a caso, fu quello di ricostruire e riqualificare il lungomare al fine di renderlo centro nevralgico dello sviluppo socio-economico - ci racconta cominciando a sfogliare l’opuscolo - A due anni dal nostro insediamento il suo progetto di riqualificazione, parimenti a quello per il recupero del Palazzetto dello Sport, è stato purtroppo condizionato dal decreto legislativo correttivo sugli appalti, una legge ottima per la salvaguardia della legalità, ma che esige un rigore tale da averci obbligato a ritirare il progetto preliminare per poterlo revisionare prima di renderlo esecutivo. Resta il fatto che la SUAP abbia già fatto una seduta per valutare a quale ditta commissionare i lavori, ma se nel caso del Palazzetto sono pervenute meno di dieci domande di partecipazione, per il lungomare sono state ben diciotto, motivo per il quale l’apertura delle offerte è avvenuta giovedì scorso e servirà ancora almeno un altro incontro per stabilire chi sarà il vincitore. Naturalmente quando parlo di progetto del lungomare mi riferisco esclusivamente al waterfront, sistemato il quale si potrà finalmente riprendere a dialogare con la Regione per il trasferimento dei fondi utili a effettuare gli interventi a mare e con la quale dovremo confrontarci per stabilire se far realizzare una scogliera soffolta o un sistema di cassoni ubicati sul fondale in grado di rallentare l’onda. A questi interventi più “urgenti”, infine, aggiungeremo la valutazione delle proposte giunte in comune con il concorso di idee, il cui scopo è stato quello di stimolare la riflessione su come possa diventare maggiormente fruibile il nostro lungomare. Tra le idee più interessanti pervenute in comune quella di realizzare una darsena, una marina di dimensioni ridotte, che possa accogliere qualche centinaio di imbarcazioni e che non abbia pretesa di fare concorrenza al Porto di Roccella o al turismo balneare di Locri, ma offra un servizio in più a chi decide di trascorrere le vacanze da noi e ha la passione per il mare. Con la risoluzione definitiva della questione demanio e l’avvio del piano spiaggia, che sarà discusso durante uno dei prossimi consigli comunali, possiamo finalmente dedicare maggiore attenzione allo sviluppo della pista ciclopedonale che va verso Locri e alla creazione di una simile che conduca a Grotteria, punto di partenza necessario ad “aprire” maggiormente Siderno al mare e a permettere di sfruttare tutti gli 8 km di lungomare di competenza comunale. Adesso che le complicate questioni burocratiche sono state risolte, intendiamo dare il via ai primi lavori al più presto ma, per evitare di pesare sulle stazioni balneari non credo che i cantieri, sia sul waterfront sia al Palazzetto dello Sport, saranno aperti prima di settembre.
«Sono invece in dirittura d’arrivo le questioni piscina e Campo Sportivo. Nel primo caso siamo infatti riusciti a chiudere il contenzioso relativo alla gestione e, una volta che avremo la disponibilità della parte privata, avvieremo finalmente il bando per la gestione pubblica della struttura. Per lo stadio, invece, non ci resta che attendere la formalizzazione dell’uscita dal dissesto per sistemare la copertura della tribuna principale, coprire la tribuna ospiti e installare il manto erboso sintetico.
«Nella presentazione del nostro programma, poi, avevamo espresso la volontà di dedicare grande attenzione alle tematiche ambientali. Oggi possiamo dire di essere riusciti ad avviare un lavoro eccellente in questo ambito: la raccolta differenziata ha già raggiunto il 61%; abbiamo fatto emergere e stiamo affrontando le criticità della ex BP; il depuratore è stato sistemato sfruttando un finanziamento di 10 milioni; stiamo intervenendo sulle stazioni di pompaggio, che saranno al più presto attrezzate con i dissabbiatori onde evitare che le pompe di sollevamento si intasino sversando i liquami a mare e con dei sensori che segnalino immediatamente eventuali guasti; stiamo potenziando la rete fognaria e la prossima settimana avvieremo finalmente anche la spazzatrice stradale, che fino a oggi siamo stati costretti a tenere ferma perché non sapevamo dove depositare la sabbia raccolta dalle strade, classificata come rifiuto speciale. Anche su San Leo, al di là delle polemiche degli ultimi giorni, ritengo che abbiamo mantenuto l’impegno. L’impianto è stato efficientato e, come dichiarato anche durante l’incontro con l’Assessore regionale all’ambiente Rizzo, sarà presto soggetto a nuovi interventi che ridurranno ulteriormente il pericolo che la struttura sia fonte di cattivi odori.
«Anche il progetto della Casa della Salute, come quello del lungomare e del Palazzetto dello Sport, è stato condizionato dalle nuove norme sugli appalti, ma ci è stato assicurato dall’ASP, che ha la competenza della struttura, che il progetto di recupero è a buon punto.
«A Siderno Superiore invece, abbiamo approntato diversi interventi per cercare di recuperare il borgo antico, ma c’è ancora molto da fare per sistemare le criticità, relative soprattutto al dissesto idrogeologico.
«Anche nel caso della diga il problema principale è burocratico: nonostante il Ministero ci abbia già assegnato 3,5 milioni per la sistemazione complessiva dell’impianto e l’installazione di sensori e strumentazioni utili renderlo all’avanguardia, ancora oggi siamo costretti a fare pressione sulla Regione per avere lo stralcio utile a riabilitare l’invaso, che può essere rimesso in funzione con appena 600mila Euro in attesa di sfruttare il resto dei fondi per realizzare tutti gli altri interventi.
«Stiamo spingendo l’acceleratore sulla questione “Smart City”. Abbiamo infatti pubblicato un bando per il supporto informatico e per collegare anagrafe e sistema tributario, mandato in gara una richiesta di rivisitazione dell’IVA per poter recuperare quella che ci viene conguagliata e avviato le pratiche per la realizzazione della nuova rete di illuminazione stradale. Come abbiamo già comunicato a suo tempo non solo i nuovi lampioni saranno dotati di LED, in grado di contenere i costi, ma saranno innalzati sugli snodi della fibra ottica di Telecom, particolare che ci permetterà, sfruttando capitali privati, di mettere a disposizione dei cittadini una rete Wi-Fi gratuita.
«Stiamo dialogando, poi, con il sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà per portare a compimento il progetto di metanizzazione. Le nuove norme emanate dal governo, infatti, impongono che sia la Città Metropolitana a pubblicare un bando per l’assegnazione dei lavori a un gestore che sia in grado di anticipare le spese all’Ente e fino a quando ciò non verrà fatto non potremo completare l’intervento.
«Ultimi punti del nostro programma erano la cultura e il rapporto tra comune e cittadini. Per quanto riguarda il primo dobbiamo ancora raggiungere tanti obiettivi ma l’apertura della biblioteca è stato un grande traguardo sul quale non ci resta adesso che definire gli ultimi dettagli relativi alla gestione. La macchina amministrativa, invece, è ancora perfettibile. Siamo stati per lungo tempo condizionati dallo squilibrio economico e dalle autorizzazioni che ci deve concedere il Ministero dell’Interno in merito alla gestione del personale, ma ritengo che, con l’accredito di uscita dal dissesto, anche questa situazione tornerà presto alla normalità».
Messo da parte il programma, la nostra successiva domanda è su quali aspetti si dovrà concentrare maggiormente l’Amministrazione in questa seconda parte del proprio mandato.
«La nostra urgenza è potenziare la struttura comunale - ci racconta Fuda - perché senza una struttura efficace non andiamo da nessuna parte. Non abbiamo bisogno tanto di una classe amministrativa che funzioni, ma di una macchina che lo faccia. Dobbiamo essere in grado di individuare con tempestività le risorse e capire come spenderle prima di perdere i fondi. Dobbiamo concentrarci sulle potenzialità della città e sfruttarle a pieno. Io vedo una comunità che ha un futuro nel turismo, ma senza l’implementazione del servizio ambientale, che spesso siamo obbligati ad affidare a imprese non in grado di svolgerlo con la dovuta efficienza e senza la collaborazione della cittadinanza, alla quale anzi riconosco il merito di aver fatto funzionare egregiamente la differenziata fin dal primo momento, non riusciremo a occuparci dello sviluppo in questa direzione. Cercare la collaborazione della cittadinanza, anzitutto, significa farle recuperare fiducia nel nostro operato, significa dedicare attenzione ai giovani e risultare credibili soprattutto ai loro occhi: ecco perché abbiamo dedicato grande attenzione alla sistemazione delle strade e vogliamo creare una rete Wi-Fi gratuita, ma non possiamo pretendere di riscontrare il favore di un ragazzo di 15 anni fino a quando non gli forniremo luoghi di studio, di svago e strutture sportive all’altezza delle sue esigenze. Realizzare tutto questo, ovviamente, è più facile a dirsi che a farsi. È necessario infatti combattere contro i nostri detrattori, che cercano spesso anche materialmente di fermare o, comunque, rallentare il nostro operato, e anche contro tecnici, operai e imprenditori spesso interessati solo a portare a casa la pagnotta piuttosto che meritarsela svolgendo un lavoro ben fatto».
Durate la campagna elettorale, il senatore aveva più volte sottolineato che sarebbe stata sua cura formare una classe politica alla quale passare il testimone del proprio operato.
«Sto osservando con grande attenzione la crescita dei miei assessori e consiglieri - ci racconta il primo cittadino - e, benché le criticità superino spesso i punti forza, ho individuato diversi soggetti che, al termine della mia gestione, potrebbero portare avanti con successo il percorso che abbiamo iniziato a tracciare. La classe politica locale, soprattutto in una città come la nostra, non può essere costituita da soggetti che siano semplicemente in grado di individuare i problemi, quello possono farlo tutti, ma da amministratori che sappiano come andare al nocciolo delle questioni. Questo lo si può fare anzitutto avendo coscienza di quali sono le risorse a disposizione, quindi evitando di fare solo propaganda o pretendere di fare il primo della classe».

Autore: 
Jacopo Giuca
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