Platano sì, platano no: la terra dei cachi

Lun, 27/07/2015 - 18:30
Venti platani vanno abbattuti perché troppo vicini al confine di un agrumeto, il cui proprietario, Azienda Scaglione, ha fatto causa al Comune di Locri e l’ha vinta.

Da far rizzare i capelli in testa la sentenza del Giudice di Pace di Locri, Antonio Figliomeni, emessa a fine giugno: 20 platani da abbattere perché troppo vicini al confine di un agrumeto, il cui proprietario, Azienda Scaglione, ha fatto causa al Comune di Locri.
Ci sono diecimila motivi per i quali la sottoscritta farebbe causa al Comune di Locri per quanto riguarda la pessima gestione del verde pubblico (a incominciare dalle scalve periodiche ai tigli e degli ilici di via Matteotti, fino ai platani di via Marconi), ma la querelle tra la ditta Scaglione e il Comune sa di ripicca, senza emendamenti.
A farne le spese ancora una volta i senza-voce, gli alberi.
Già – poverelli – devono soggiacere alle perverse volontà delle capitozzature degli impiegati comunali (chiamarli giardinieri sarebbe troppo onore) che li potano per far legna, adesso anche ai litigi tra confinanti.
La scorsa estate un platano di contrada San Cono, proprio uno di quelli che devono essere abbattuti, mi ha detto: “In autunno si lamentano che perdo foglie, in primavera del polline, in estate mi potano e poi mi sento scagliare addosso bestemmie e maledizioni perché non faccio abbastanza ombra per poter parcheggiare l’auto. Delle volte penso che la gente non voglia alberi, ma ombrelloni”.
Da giardiniera ciò che mi “mena in testa” è che sia stata anche richiesta una perizia (pagata dai contribuenti) per stabilire che i platani sono alberi d’alto fusto.
Ah. Guardare sull’enciclopedia (gratis) no, eh? Anche Wikipedia le dice queste cose. I contorni di questo fatterello assumono tonalità ambigue, grottesche e ridicole, se si pensa al danno che il taglio degli alberi provoca, specie in un punto dove le alberature stradali sono scarse, insufficienti e gettano un’ombra asciutta, sotto cui non si insedia alcuna vegetazione spontanea, anche perché la lettiera viene spazzata troppo spesso, e il ristoro per l’Uomo e la fauna è minimo. Senza parlare del danno estetico, che spoglierebbe una zona di importanza cruciale per almeno altri vent’anni.
Inoltre il sole gira: con quale logica il proprietario dell’agrumeto si lamenta di alberi che possono gettare ombra ai suoi solo alle prime luci dell’alba?
Mah!
Qualsiasi giardiniere di coscienza, senza titolo o diploma, può facilmente affermare che, in quel contesto, i platani non disturbano affatto la fruttificazione degli agrumi, anzi arricchiscono di bellezza e materiale organico una coltivazione adiacente.
Sorprendente il verdetto del giudice, a cui non si richiedono competenze orticole, ma certo al perito agrario che ha svolto i sopralluoghi sì.
L’ennesimo caso di ignoranza? Sarà, ma tutto fa pensare alla canzone di Elio “La terra dei cachi”, e non stiamo parlando dell’albero (Diospyros kaki).

Autore: 
Lidia Zitara
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