Processo “Piscatores”. Chieste 4 condanne a 15 anni di reclusione

Mer, 04/04/2018 - 11:40

Un sistema di “polverizzazione” delle somme provenienti dalle frodi online al fine di eludere eventuali controlli. È uno dei punti salienti evidenziati dal pm Massimo Baraldo all’attenzione del Tribunale di Locri nel corso della requisitoria del processo scaturito dall’operazione “Pescatores”. All’esito della discussione il pm ha chiesto quattro condanne per 15 anni di reclusione, una multa di 22 mila euro e l’assoluzione di un quinto imputato.
Sono state richieste condanne per truffa, favoreggiamento, riciclaggio e altro agli imputati Giuseppe Cataldo (2 anni e 4 mila euro di multa), Vincenzo Cecere (6 anni e 8 mila euro), Costantin Gigel Cretu (3 anni e 6 mesi e 5 mila euro) e Primo Antonio Ussia (3 anni e 6 mesi e 5 mila euro).
Le indagini sono partite dopo la denuncia del titolare di un conto corrente di un istituto di credito online, che si è visto sottrarre una cospicua somma di denaro dal proprio conto mediante operazioni mai eseguite. Nel corso della requisitoria, il pm Baraldo si è soffermato sul metodo della “polverizzazione” delle somme accreditate sui conti diversi intestati a persone diverse, conti aperti anche tramite documentazione falsa o furto d’identità.
Dagli accertamenti degli investigatori della Guardia di Finanza, è emerso uno specifico modus operandi di alcuni soggetti, che consisteva nell’individuazione dei conti correnti sui quali vi era una cospicua giacenza di denaro, la successiva appropriazione illecita delle credenziali di accesso attraverso operazione di “phishing”, il loro successivo utilizzo al fine di sottrarre le somme di denaro mediante la disposizione di bonifici a favori di altri rapporti finanziari accesi fraudolentemente, e infine il prelevamento in contanti.
Dopo le parole del pm sono intervenuti gli avvocati Aurelio Panetta e Francesco Catalano per le parti civili.

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