Quando Giorgio La Pira aiutò una madre di Caulonia

Dom, 11/02/2018 - 11:40

Giorgio La Pira - già parlamentare della Repubblica - è l’unico politico italiano per cui è in corso la causa di santificazione. Se non sbaglio è già stato proclamato “Beato”!
Oggi lo potrebbero accusare di concorso esterno in associazione mafiosa.
Andiamo con ordine:
giorni fa mentre (per mero diletto) conducevo alcune ricerche storiche su Caulonia mi sono imbattuto in una lettera dell’ex sindaco di Firenze.
Che c’entra La Pira con Caulonia?
Mistero subito risolto: si era interessato a una giovane madre che, presumo, gli avesse scritto per chiedere un aiuto per le condizioni di miseria in cui viveva. La lettera risale al 1952, tuttavia sono riuscito a individuare tre persone di nome Crisafi Maria.
Una era appena una bambina. Ne restano due di cui una, morta da tempo, potrebbe essere la signora in questione. Era una madre di quattro figli e che nel momento in cui scriveva aveva il marito in carcere. Quindi senza alcun reddito.
Giorgio La Pira, era un fine intellettuale e un politico di razza. Un autentico cattolico che aveva fatto un’impegnativa “scelta di vita”. Senza ipocrisia! Per esempio, è risaputo che durante la sua permanenza a Roma per svolgere le funzioni di parlamentare, si facesse ospitare negli istituti religiosi in cui si conduceva una vita autenticamente francescana.
L’onorevole La Pira, pur essendo eletto in Toscana, non è rimasto insensibile all’implorazione di aiuto da parte di una madre di famiglia residente in Calabria. Così si era fatto carico del problema nell’unico modo possibile: rivolgendosi al Comune di residenza della giovane madre.
L’ECA (ente comunale di assistenza) di Caulonia deliberò di assegnare alla donna la somma di trecento lire.
Non erano molti neanche allora, ma rappresentavano un sollievo in tanta miseria.
Oggi, mio parere, nessun parlamentare - soprattutto fra i “nominati calabresi”- avrebbe risposto a una donna sconosciuta. E se il parlamentare interessato avesse saputo del marito detenuto?
Dio ci scansi e liberi! In questo mare di ipocrisia, sicuramente avrebbe rifiutato la lettera con sdegno.
E se la vicenda si fosse svolta oggi e Giorgio La Pira avesse risposto - come ha realmente fatto - alla richiesta di aiuto di una madre di quattro figli, residente nella Locride, e col marito detenuto?
È lecito immaginare che - qualora la lettera dell’ex sindaco di Firenze fosse capitata nelle mani di qualche PM di assalto - il “Beato” La Pira piuttosto che essere sottoposto a un’istruttoria per la Santificazione sarebbe imputato per “concorso esterno” in associazione mafiosa!
I tempi cambiano - e anche i parlamentari - e non sempre in meglio!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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