Quando si parla del Sud l'unico riferimento politico è rivolto alla tragedia del malaffare

Dom, 28/04/2019 - 18:20

Caro Segretario del PD, carissimo Nicola,
consentimi il tono confidenziale, frutto di una trentennale amicizia.
Maturata quando i tuoi scarsi trent'anni si misuravano con la mia età già matura. E i rispettivi ruoli si incrociavano in una simpatica dialettica, che sfociava ripetutamente in gag.
Tu segretario dei giovani Socialisti Europei, io custode della cassa, perennemente vuota, del PDS-DS. Tu a chiedere fondi per assolvere al tuo ruolo di girovago planetario. Io ad assolvere il mio di burbero Sig. No.
Poi, ridendo e scherzando, ti facevo viaggiare.
Perdonami per questo simpatico ricordo.
Come certamente sai non mi sono mai iscritto al PD. Ero e sono rimasto legato al centro sinistra con il trattino. Ma da un Maestro comune ho imparato che la politica è realismo.
Che bisogna misurarsi con lo stato di cose esistenti, certamente guardando al futuro.
E aggiungo confortati da un solido e condiviso retroterra.
Non so se ti capiterà di leggere queste considerazioni. Forse te le racconterà uno dei tanti compagni a noi vicino, con i quali dialogo su FB.
Ho sostenuto, convintamente, la tua candidatura come a suo tempo, e con diversa fortuna, sostenni quella di Cuperlo.
Nell'un caso e nell'altro la valutazione politica si accompagnava a un’amicizia personale e all’assoluta certezza del valore politico soggettivo. Dunque da esterno sosterrò la tua delicatissima azione di rilancio del PD, nel segno dell'inclusione, del rapporto unitario, della radicale riforma del Partito, della chiarezza. Viviamo una fase difficilissima. Le vecchie letture sociali, le classi, non ci soccorrono nello sforzo di comprensione di ciò che è mutato. Concordo con Cacciari. Stiamo vivendo in un nuovo bipolarismo radicale, che scompagina appartenenze, fino a confondere i ruoli sociali. Anche se al fondo la causa vera è la crescente povertà, che ha invaso nuovi terreni, il ceto medio. E la crescente ricchezza concentrata in un numero sempre minore di soggetti, globali.
Evidentemente il fenomeno non è solo nazionale. E una nuova Europa non rigorista e non sovranista, giocherà Un ruolo decisivo. Un nuovo Welfare, che crei una chiusura parziale della forbice, nelle condizioni date, è difficile da pensare (troppo sbrigativamente è stata oscurata l'articolata proposta di Landini).
Ciò ha messo in crisi la sinistra, il cui ubi consistam è redistribuire ricchezza e garantire democrazia e diritti.
In questo difficile passaggio, la cruna di un ago, il richiamo all'unità non è una mozione degli affetti. Bensì una stringente necessità politica, tesa a recuperare ciò che si è perso nel non voto, ciò che è finito per protesta ai grullini, e ciò che con altre forme politiche e sociali hanno marcato un disagio, e un impossibile dialogo con il PD.
Non è un lavoro da poco conto. Se tiri la coperta da una parte, si scopre dall'altra. Ma il gioco del “o noi o loro” è esiziale per tutti. E ha stancato tantissimi elettori.
Leggo dai giornali che sono stati individuati i capolista nella Circoscrizioni. Immagino con criteri che tenessero conto dei segnali politici e dei necessari equilibri, anche di genere.
Pisapia, al nord-ovest, parla a un intero mondo di sinistra e di centro, il linguaggio dell'Unità e del buon governo.
Calenda nel Nord-est, parla a un mondo imprenditoriale deluso, da bravo ex Ministro.
Non condivido tante Sue forme di protagonismo, ma non è questo il momento per parlarne.
Simona Bonafè al centro. Parlamentare uscente, donna, ottimo curriculum, renziana ragionevole. Ci sta.
Roberti, Magistrato di grandissimo prestigio e levatura morale. Già Procuratore Nazionale Antimafia, guiderà la Circoscrizione Sud, la mia.
La Chinnici capolista per le Isole.
Queste due prestigiosissime candidature sono, evidentemente, l'espressione della lotta senza quartiere alle Mafie. Niente da dire.
Se non che, quando si parla del Sud l'unico riferimento politico è rivolto alla tragedia del malaffare. Intendiamoci, c'è, è drammatico, ed è tanto produttivo da essere esportato anche nell'operoso Nord.
Magistrati e forze dell'ordine valorosi hanno inflitto duri colpi. Sono andati al di là della superficie, hanno cercato, con alterna fortuna, legami e connivenze con settori impensabili della società. Stanno svolgendo egregiamente il loro ruolo istituzionale.
Ciò che non mi convince, caro Nicola, è che il Sud, la mia Calabria, debbano sempre essere identificate con questo marchio di infamia.
Non è negazionismo o campanilismo.
Consentimi è una lettura culturalista del fenomeno mafioso che non mi convince, e del modo per sconfiggerlo.
Al ruolo descritto degli apparati preposti, vanno aggiunte una serie di azioni che ne completino il lavoro, togliendo linfa all' attività criminale.
Bisogna valorizzare le ricchezze nascoste di questi territori, con un nuovo modello di sviluppo, fondato su Turismo, agricoltura, cultura.
Bisogna creare un ambiente favorevole, che parta dal riordino della governance territoriale, dal protagonismo dei soggetti intermedi, dalla lotta alle inefficienze burocratiche, ai limiti drammatici del sistema sanitario, fino al superamento definitivo di tentazioni predatorie del Nord.
Serve una grande attenzione del Partito al Sud, un vero ricambio di sangue, che consenta di superare una dialettica autoreferenziale, e apra porte e finestre a una società fresca e giovane, la cui propensione all'impegno è frustrata da quanto detto. Serve un Partito, che non c'è. A partire dalla riforma dello statuto e dal finanziamento pubblico della politica. Senza timidezze, con orgoglio. Serve un modello di sviluppo, appena accennato, serve una presenza del centro attiva, specialmente per la Calabria.
Lo dico per esperienza personale. Quando si arrivava a parlare di Calabria, al Centro, c'era una difficoltà enorme, che spesso alla fine si traduceva in improbabili commissariamenti. Da sempre.
Ecco, e mi scuso per essere stato prolisso.
Al Sud serve una nuova narrazione.
L'altra rischia di diventare un colossale alibi, senz'altro non intenzionale.
Detto questo voterò convintamente, come sempre ho fatto, per il Capolista, ripeto Uomo di indiscutibile valore.
Ma consentimi le riserve, sommariamente espresse, sul messaggio che sottende queste prestigiosissime candidature.
Ti auguro di rimetterci in piedi.
E ti abbraccio con... trentennale affetto.

Autore: 
Francesco (Ciccio) Riccio
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