Questa sera la festa del fungo e dei prodotti di montagna

Dom, 29/10/2017 - 17:20
Mammola: Un’occasione imperdibile per riscoprire i sapori unici e genuini di questo angolo di Calabria, rivivere la tradizione con canti e balli popolari, ma anche per visitare lo splendido santuario di San Nicodemo e il caratteristico borgo medievale.

Giuseppe Bombino, Presidente Ente Parco Nazionale d’Aspromonte
La montagna e i suoi prodotti sono una chance imperdibile su cui puntare per lo sviluppo della Calabria. L’Aspromonte, però, non attrae ancora abbastanza. Cosa si sta facendo per rimediare e per valorizzare i nostri prodotti?
Questa “operazione culturale” è stata ampiamente riconosciuta anche all’estero, tanto da costituire uno dei principali elementi di valutazione per l’ottenimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS), da poco conferita al Parco Nazionale dell’Aspromonte da Europarc Federation.
Il riconoscimento ottenuto, quale esito di un complesso ed impegnativo percorso intrapreso da diversi mesi e che ha visto il coinvolgimento di tantissime “Figure della Montagna” (pastori, associazioni, operatori turistici e ristoratori), rappresenta uno strumento metodologico ed una certificazione che permettono una migliore gestione dei territori ai fini dello sviluppo del turismo sostenibile, da attuarsi attraverso il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Questa attestazione internazionale rappresenta un vero e proprio attrattore per l’Aspromonte.
Attraverso la CETS, pertanto, stiamo attivando la promozione di una strategia e un piano di azione volti alla tutela del patrimonio naturale e culturale, della popolazione locale e delle imprese, anche attraverso la valorizzazione dei prodotti montani. I Funghi e il Caciocavallo di Ciminà, le Patate aspromontane e il Formaggio Caprino, il Vino, l’Olio e il Pane Jermano di Canolo, i Fagioli Pappaloni, non sono soltanto il campionario dei prodotti della Montagna, ma costituiscono, in questa nuova visione, la Mimesi dell’Universo dell’Aspromonte, che vuole innalzare ed innalzarsi partendo dalla sua stessa terra.
Può bastare una festa del fungo organizzata due volte l’anno ad accendere i riflettori su questo straordinario prodotto della nostra terra?
I prodotti montani celebrano quel totale senso di bellezza e d’armonia ricomposte nell’enogastronomia e nelle arti riunite. Con essi la purezza e l’innocenza della nostra Montagna d’Aspromonte diviene il fertile terreno su cui costruire un futuro improntato sulla sostenibilità. Guardando alle tradizioni e alla cultura ma anche ai successi e ai fallimenti del passato, il rinnovato vento d’Aspromonte porta nuovi stimoli e nuove possibilità. Ciò che in altri territori s’è perduto a causa di uno sviluppo irrazionale ed incontrollato, è rimasto pressoché inalterato in questa nostra terra. Da qui nasce un nuovo paradigma: il dubbio, cioè, che l’esser rimasti indietro non sia, piuttosto, un vantaggio per pianificare crescita e sviluppo desiderabili.”
Sono diverse le iniziative che il Parco Nazionale dell’Aspromonte promuove per esaltare la filiera del territorio e le sue espressioni. Tra queste, i prodotti cosiddetti identitari, rappresentano, forse meglio di altri, la sintesi di quella stratificazione secolare in cui si incontrano la storia e il folclore, la tradizionale e la cultura. Tuttavia, di questa teatralità rurale e montana, che consegnava e componeva i prodotti della terra un tempo considerati quali elementi culturali e cultuali irrinunciabili per l’uomo, s’è perduta la significanza, fino a relegare quei caratteri al mero consumo, alla festa paesana; alla sagra, insomma.
Il Parco Nazionale, invece, attraverso la formazione del “Paniere del Parco” ha proposto l’idea del Simposio.
Il Sympósion è, al tempo, un rituale sociale e un genere letterario, che trova le sue radici nella Grecia arcaica … Le questioni conviviali e il succedersi degli argomenti, dunque, si perfezionano attraverso lo svolgersi di un “banchetto simposio”, in cui i dialoghi, i cibi e la musica avvicinano le persone conducendole a una visione e a un sentire condivisi.

Cosimo Romeo, presidente dell’associazione dei funghi
Mammola ha acceso i riflettori sui prodotti della nostra terra da quasi un ventennio. Due volte l’anno viene organizzata la “Festa del Fungo e dei Prodotti della Montagna”. Le due manifestazioni si svolgono a ottobre nel periodo che coincide con la raccolta dei funghi e ad agosto per allietare il soggiorno dei nostri turisti ed emigranti. La sagra autunnale, generalmente organizzata l’ultima domenica di ottobre, è giunta alla sua XIX edizione, quella estiva, che quest’anno si è svolta il 14 agosto, alla XIII. Si tratta di due occasioni imperdibili per riscoprire i sapori unici e genuini di questo angolo di Calabria, rivivere la tradizione con canti e balli popolari, ma anche per visitare lo splendido santuario di San Nicodemo e il caratteristico borgo medievale e, perché no, per regalarsi un’escursione in mezzo al Parco Nazionale dell’Aspromonte. Grazie ai nostri prodotti gastronomici di assoluta qualità ed eccellenza, Mammola è conosciuta in tutta Italia. Oltre alla Festa dei funghi, ricordo che a Mammola viene organizzata la Festa della Ricotta affumicata e la Sagra dello Stocco, altri due prodotti su cui praticamente si basa l’economia mammolese. Esistono, infatti, a Mammola aziende a conduzione familiare che, sposando tradizione e innovazione, trasformano i prodotti tipici della nostra terra, con l’intento di farli conoscere fuori dai confini regionali e di offrire prospettive future di lavoro per le giovani generazioni.
I prodotti della nostra terra, pertanto, sono un tesoro su cui dobbiamo convincerci di scommettere per dare nuovo vigore all’economia del territorio. È una sfida più semplice di quel che sembra qualora venga presa sul serio.

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