Renzi autorizza le trivellazioni nello Jonio ma si annuncia battaglia

Gio, 18/06/2015 - 16:46

È delle ultime ore la conferma che il Governo ha autorizzato la ditta Enel Longanesi Development Srl. a effettuare delle valutazioni relative alla presenza di idrocarburi sul fondale del nostro Mar Jonio. Benché a un’analisi superficiale si potrebbe pensare che questa operazione potrebbe anche avere un riscontro positivo sull’economia delle nostre coste, c’è da considerare che la tecnica utilizzata per questi rilevamenti sarà l’Air-Gun, consistente nello “sparare” onde sonore a 250 decibel che potrebbero provocare gravi danni per la vita marina. Si è reso conto del pericolo e dell’incompatibilità con ZSC (Zona Speciale di Conservazione) di cui gode la Secca di Amendolara Antonio Ciminelli, primo cittadino di quel comune e pronto a presiedere l’incontro di lunedì 22 giugno che si terrà presso la Sala Consiliare con i rappresentati delle tre regioni interessate dal problema (Calabria, Puglia e Basilicata), i primi cittadini di Albidona, Corigliano Calabro, Plataci, Francavilla Marittima, Montegiordano, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Rossano, Trebisacce, Villapiana, Castellaneta, Gallipoli, Ginosa, Palagiano, Nova Siri, Policoro, Rotondella, Scanzano, Pisticci, Legambiente, le associazioni culturali di Amendolara, l'associazione Raspa e il presidente del Comitato Mediterraneo No Triv, Felice Santarcangelo.
«Presenteremo subito ricorso al Tar contro l'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi nello Jonio concessa dal Ministero dell'Ambiente alla società Enel Longanesi Development Srl. Ma siamo pronti ad azioni di disobbedienza civile per difendere la salute del nostro mare e dei nostri cittadini. Se sarà necessario porteremo la protesta a Roma e difenderemo i nostri diritti davanti al Parlamento.
«Siamo stanchi della politica di questo Governo – ha detto Ciminelli - in materia di idrocarburi. Abbiamo raggiunto il limite della sopportazione. La VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) non tiene conto di criteri vitali per il nostro ecosistema.
«Non permetteremo che il nostro mare venga rovinato da scelte scellerate di politica energetica.
« Il Governo – ha aggiunto Ciminelli - è pronto a svendere il nostro mare. E quanto e chi ci guadagna? Solo le compagnie petrolifere avranno utili. Le royalties in Italia sono bassissime. I cittadini pagheranno il prezzo più alto. Basta rivolgere lo sguardo a Nord, nella vicina Basilicata. I lucani vivono un incubo quotidiano per colpa di gas e petrolio. Noi non vogliamo che questo accada nella Sibaritide. Decidere di investire su una politica energetica ad alto impatto ambientale significa indebolire ancora di più il settore turistico che fa leva su una natura al riparo da attacchi indiscriminati. Mi aspetto un sostegno da parte di tutte le forze politiche in questa nostra battaglia. Non possiamo abdicare al decisionismo senza logica di Renzi anche in materia ambientale. Qui è in gioco l'avvenire di troppe generazioni».

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