Roccella: La cicala e la formica alle falde di monte S. Andrea

Dom, 08/07/2018 - 18:00

Gianni Rodari in una famosa filastrocca si rivolge così alla formica: Chiedo scusa alla favola antica, se non mi piace l’avara formica. Io sto dalla parte della cicala che il più bel canto non vende, regala. Ma Rodari non ha avuto modo di conoscere le formiche del centro Emmaus di Roccella Jonica, che lungi dall’essere avare oltre al canto e alla musica del bonario Giuseppe regalano anche il loro tempo e le loro sostanze per strappare un sorriso anche a chi è stato meno fortunato e si dibatte in mille problemi di natura economica e sociale. Il centro è nato all’inizio degli anni ’60 del secolo scorso grazie all’impegno ed all’ingegno di una famiglia di cittadini svizzeri, Ernesto e Rose Marie Bretscher, che erano giunti in Calabria per un’opera di evangelizzazione. Il primo nucleo sorto in un alloggio preso in fitto a Siderno poi si era spostato a Roccella con l’utilizzo di un albergo in disuso. All’inizio degli anni ’70 la proprietà dell’albergo non ha rinnovato il contratto perché la domanda turistica si stava incrementando. Ernesto e Rose Marie pensarono una soluzione che ha comportato un atto di vero e proprio coraggio, fidando nella provvidenza, acquistando un terreno in contrada Ferraro di Roccella Jonica e nel 1976 è stato inaugurato il centro. Oggi è una realtà composta da 12 ettari di terreno tre edifici, stalle, capannone per gli attrezzi ed una fattoria didattica. Ma quel che è più interessante è la gran mole di iniziative che i direttori Geri e Annalisa Bantel riescono a gestire con l’aiuto di volontari, dipendenti e consulenti esterni. Il centro dispensa circa 30.000 pasti l’anno cucinati in strutture attrezzate e linde da personale contento della propria opera e spronato dalla fede. Quel che meraviglia è l’ordine che regna nel centro uomini e cose appaiono sempre al loro posto; asini, oche, tartarughe, galline, mucche e maiali partecipano a quest’ordine col proprio istinto certi di trovarsi in un posto speciale. Gli orti curati e gli ortaggi allineati e ben distribuiti, la biancheria stesa vivacizza il panorama svolazzando per asciugare. Geri, il direttore, impartisce direttive mentre scarica il sacco del pane o risponde al telefono che squilla insistentemente. Dispensa consigli sul modo più conveniente per raggiungere il Centro provenendo da Roma o dal nord. È un momento di particolare fermento perché si preparano i campi estivi. Rose Maria dirige cucina, lavanderia e ogni altra attività si presenti in agenda. Giuseppe, intanto, suona la sua musica per intrattenere i ragazzi in attesa di andare al mare. Ecco l’idea di armonia tra le formiche e la cicala che insieme svolgono un’opera a favore di tanti giovani che qui ci sono perché affidati o per scelta delle famiglie. Molti e curati gli spazi comuni ed il sorriso è un costume che non si dismette mai.

Autore: 
Arturo Rocca
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