Roccella: le istituzioni dinamiche al centro dei week end filosofici

Sab, 07/07/2018 - 19:00

L'esigenza di nuovi modelli di soggettività e di istituzioni dinamiche che garantiscano libertà, benessere e partecipazione, è emersa nel weekend filosofico organizzato dall'associazione Scholè presso la propria sede a Roccella Jonica. Il seminario, che è durato tre giorni, si è concluso il primo luglio ed è stato molto apprezzato  dai partecipanti che hanno interagito con il docente e fornito stimoli per la discussione. Il professore Gianfranco Borrelli dell'università di Napoli ha messo a confronto due diverse forme di emancipazione, quella collettiva marxista basata sulla coscienza di classe e sulla rivoluzione armata, ma limitata alla sola sfera economica e quella individuale e non violenta proposta da Michel Foucault negli anni 70-80 del Novecento. Foucault ripropone la Cura di sé, una pratica di trasformazione e di liberazione individuale nata nella Grecia classica che prosegue fino ai primi filosofi cristiani come Tertulliano il quale esorta i credenti a fare proprio il messaggio evangelico fino a mutare pelle come dei serpenti. Foucault vede nei filosofi cinici, in particolare in Diogene, l'esempio di una vita autentica in consonanza con le proprie idee. Diogene ha il coraggio della Parresia, ovvero dice la verità a costo di dispiacere ai potenti fino a replicare ad Alessandro Magno che si offre di realizzare qualsiasi suo desiderio, di spostarsi  affinchè non gli copra la vista del sole. Il filosofo inoltre soddisfa le sue esigenze e i suoi bisogni, anche quelli intimi, immediatamente e senza curarsi degli altri. Foucault apprezza molto anche la filosofia stoica ed epicurea che insegnano il dialogo, la moderazione, il distacco dalle passioni, l'introspezione e l'ozio produttivo. Il professore Borrelli ha spiegato come le forme di soggettività di tipo capitalistico, basate sull'esaltazione dell'autoimprenditorialità e sulle capacità individuali (v. il mito del self made man) non riescono a soddisfare i bisogni e i desideri e producono delle personalità scisse. Attualmente il capitalismo precarizza e sfrutta i lavoratori che nel tempo libero si dedicano spesso all'arte o allo svago, Questa dicotomia è alienante e non asseconda le aspirazioni individuali. Occorre contrapporre a questa forma di soggetto, degli individui che attraverso la conoscenza, l'arte, il soddisfacimento dei desideri, la liberazione dei corpi e grazie a forme di partecipazione politica nuove e non violente: reti, associazioni ecc. producano delle istituzioni che, pur ponendo dei necessari limiti, recepiscano il cambiamento e garantiscano la libertà.

Giuseppe Gangemi

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