Romeo: “Scopriremo quale truffa ha messo in piedi Call&Call”

Dom, 24/09/2017 - 12:40
Resta di grande attualità la questione Call&Call, in merito alla quale Sebi Romeo non ha esitato a parlare di “sopruso”. Durante la nostra intervista al capogruppo PD in Consiglio Regionale gli abbiamo domandato cosa può fare, adesso, la regione per i 129 licenziati dal Call Center di Locri.

«Ho seguito molto da vicino la vicenda Call&Call - ci ha riferito Romeo - e non ho parlato di sopruso per utilizzare un termine forte, ma per descrivere una realtà dei fatti. L’azienda ha usufruito di pubblici contributi e non è proprietaria nemmeno delle strutture presenti a Locri. Quando abbiamo chiesto delucidazioni in merito alla volontà di chiudere la commessa ci è stato detto che era Engie a volerla trasferire a Casarano. Ci siamo premurati di chiamare il committente chiedendogli 15 giorni di tempo per poter trovare un’altra commessa, ma alla disponibilità di Engie ha fatto da contrappeso il rifiuto di Call&Call, che ha dimostrato che la motivazione addotta non era reale. Da quel momento si è parlato di problema logistico, di formazione e di difficoltà a sostenere i costi, tutte obiezioni alle quali abbiamo controbattuto affermando che avremmo trovato i fondi per sostenere in prima persona le spese che l’azienda non poteva affrontare. Nemmeno la possibilità di inserire la ditta tra i beneficiari dei fondi POR per la formazione del personale ha convinto Call&Call a darci più tempo. Ecco perché considero questo atteggiamento un odioso sopruso. Faccio appello a tutte le forze politiche e sociali della Locride affinché si reagisca in maniera compatta a questa realtà. Il territorio non può continuare a essere derubato mentre si continuano a fare passerelle fini a se stesse. E tra queste inserisco anche quella del Presidente della Repubblica, che ringraziamo per il riguardo dedicatoci qualche mese fa, ma la cui attenzione adesso richiamiamo con rabbia. Queste 130 persone non possono rimanere in mezzo a una strada per una questione di civiltà che lego a doppio filo alla questione della lotta alla ‘ndrangheta. Non possiamo più avere migliaia di persone che sfilano per la legalità se poi c’è il silenzio assoluto sull’emergenza lavoro e non si reagisce a un’azienda che si è intascata i soldi pubblici e adesso sta scappando. L’ho detto esplicitamente anche ai vertici Call&Call che sarà mia cura accertare che tipo di truffa stanno mettendo in atto, perché spostare i volumi da Locri, sito aziendale più produttivo d’Italia, a Casarano, pretendendo di mantenere immutato l’indice di produttività senza effettuare nemmeno un’assunzione è a dir poco sospetto. Pretenderemo che la legge venga rispettata con l’appoggio di un governo dimostratosi finora assai sensibile alla questione. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare il dottore Castano che, in un comunicato pubblico molto preciso, ha trattato l’azienda per come meritava.”

Autore: 
Jacopo Giuca
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